giovedì 13 ago 2020
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Banca fintech di Nicastro e Sforza, ecco il cda. Via alle assunzioni

Banca fintech di Nicastro e Sforza, ecco il cda. Via alle assunzioni

Progetto Banca Idea (Pbi), nickname provvisorio della nuova banca fintech promossa da Roberto Nicastro e Federico Sforza (nella foto), ha nominato il consiglio di amministrazione di Fide, l’intermediario finanziario acquisito per dare il la all’iniziativa, e avviato una campagna di assunzioni.

Oltre a Nicastro, presidente, e Sforza, chief executive officer, il cda di Fide vede la presenza di Roberto Odierna (vice presidente vicario), Giuseppe Rumi (vice presidente), Elena Adorno, Michele Andreaus, Giovanni Beninati, Ernesto Fürstenberg Fassio, Doris Messina, Matteo Renzulli e Alessandra Stabilini. Il presidente Gianluigi Rossi e i sindaci effettivi Fabrizio Di Lazzaro e Marilena Segnana costituiscono il collegio sindacale.

Fide è controllata dalla holding Pbi, il cui cda è formato da Marco Radice (presidente), Emanuele Buttà (consigliere delegato), Massimo De Donno (vice presidente vicario), Andrea Correale, Patrizia Giangualano, Stefania Petruccioli e Maria Pierdicchi. Il collegio sindacale è costituito dal presidente Daniele Berretta e dai sindaci effettivi Giuseppe Manenti e Paolo Sfameni.

La nuova banca digitale, inoltre, ha varato un piano di assunzioni per il periodo 2020-2022, che prevede l’ingresso di un centinaio di figure professionali, una quarantina già nel corso
del 2020. I profili al momento ricercati hanno in prevalenza competenze tecniche e tecnologiche molto specifiche, in linea con lo sviluppo che avrà la nuova banca: data/AI scientists, UX/UI designers, devops engineers, information security, digital marketing.

“A pochi giorni dal lancio del nuovo progetto abbiamo già ricevuto molte candidature di figure
professionali di altissimo livello”, sottolinea Sforza. “Talenti italiani anche provenienti da varie parti del mondo, che cercano un progetto serio e di ampio respiro per poter rientrare nel nostro Paese. E’ un buon segnale, non solo perché vuol dire che il nostro progetto è attrattivo ma anche perché possiamo contribuire a far rientrare in Italia i cosiddetti cervelli in fuga, a beneficio dell’intero sistema-Paese”.

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