Banca Mediolanum per le pmi: crescita, finanza e operazioni strategiche

di valentina magri

«La sovrapposizione negli ultimi anni di diversi fenomeni di portata globale (gli effetti del post pandemia, l’instabilità geopolitica, l’accelerazione dell’AI e la spinta verso la sostenibilità) impone alle aziende, soprattutto alle meno strutturate, la necessità di crescere e organizzarsi meglio, per affrontare un contesto competitivo sempre più complesso. Serve crescere velocemente con gli asset giusti e il progetto giusto. Questo investe tutti gli aspetti della pianificazione aziendale: passaggio generazionale, sviluppo delle competenze, internazionalizzazione. Le aziende possono beneficiare dall’apertura a nuovi soci come i fondi, la borsa o altri strumenti alternativi di finanziamento, in grado di dare risorse per la crescita e supporto nella gestione aziendale». Ne è convinto Diego Selva (in foto), responsabile della direzione investment banking di Banca Mediolanum, che ha concluso 9 operazioni nel 2025 e 35 operazioni nei 7 anni di vita della direzione. MAG ha fatto il punto con lui sul modello di business della direzione investment banking di Banca Mediolanum e sulle sue operazioni recenti e future.

Cosa distingue il modello di business della sua divisione dall’area CIB delle altre banche?

La direzione investment banking di Banca Mediolanum è nata da un’intuizione di Ennio Doris a seguito del lancio dei Piani Individuali di Risparmio. Nelle intenzioni del Governo i PIR dovevano avvicinare i risparmi degli italiani, un asset strategico per il Paese, alle eccellenze dell’economia reale. Avendo Banca Mediolanum numerosi imprenditori tra i suoi clienti, Doris pensò di creare una banca d’affari interna, dedicata alla nostra rete, capace di dialogare e di operare in totale sinergia con i family banker sul territorio, per permettere alle aziende clienti di accedere agli strumenti di finanza straordinaria, offrendo un’alternativa moderna e più evoluta rispetto al finanziamento bancario tradizionale.

Chi sono i clienti-tipo della direzione investment banking di Banca Mediolanum?

Le imprese clienti appartengono soprattutto ai settori più rappresentativi del tessuto delle pmi italiano: industria, manifatturiero, consumer, servizi, made in Italy. Sono prevalentemente di fascia mid-market (indicativamente con ebitda a partire da 3-4 fino a 30 milioni di euro o un fatturato di 15-20 fino a 300 milioni di euro), e hanno almeno 50 dipendenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di aziende familiari, con una relazione consolidata con i nostri family banker.

Come scegliete le imprese da affiancare?

La nostra rete di consulenti presente sul territorio in modo capillare ci segnala costantemente un volume molto importante di imprese con necessità di finanza straordinaria. Da quando siamo partiti è stata fatta moltissima formazione interna su queste tematiche per cui ora abbiamo tanti family banker con le competenze e la necessaria sensibilità per intercettare le potenziali esigenze degli imprenditori clienti. In parallelo, la direzione investment banking svolge anche attività diretta di scouting sul territorio per intercettare nuove aziende dove siamo invece noi ad attivare la rete. Una volta individuata una situazione lavorabile, inizia un percorso di analisi sull’azienda e il mercato in cui opera. Ogni storia è a sé stante. Ci possono essere situazioni con una soluzione immediata e in tal caso l’affiancamento si traduce in una operazione da realizzare subito in tempi brevi. Esistono casi meno lineari che richiedono un percorso più lungo, che include step propedeutici come la stesura di un business plan o la riorganizzazione societaria. Ci capitano spesso mandati di aziende che vogliono vendere o quotarsi, ma che ancora non sono “pronte” per farlo.

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valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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