giovedì 15 nov 2018
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Banche, sofferenze nette a 40,5 miliardi ad agosto, al 2,36% degli impieghi

Banche, sofferenze nette a 40,5 miliardi ad agosto, al 2,36% degli impieghi

Le banche italiane sembrano proseguire la loro attività sia in termini di finanziamenti che di gestione dei non performing loans e questo nonostante gli scombussolamenti del mercato.

Stando infatti all’ultimo rapporto pubblicato dall’Abi, l’associazione delle banche italiane, le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, ad agosto 2018 si sono attestate a 40,5 miliardi di euro un valore sostanzialmente stabile rispetto ai 40,1 miliardi del mese precedente e in forte calo, -46,3 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In 20 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 53%.

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 48,3 miliardi, cioè diminuisce del 54,4%. 9. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,36% ad agosto 2018 (era 4,89% a fine 2016).

Continua poi a chiudersi la forbice tra impieghi e raccolta dai clienti: a settembre i prestiti complessivi pari a circa 1.728 miliardi superano la raccolta da clientela, pari a circa 1.724 miliardi, di appena 4,6 miliardi. Inoltre, i dati aggiornati ad agosto confermano anche una crescita del mercato dei mutui, in incremento annuo del 2,2% mentre continua il trend di crescita dei prestiti delle banche italiane alle famiglie e alle imprese, che nel mese di settembre ha mostrato un incremento annuo del 2,1%. Un dato positivo dovuto probabilmente anche ai tassi praticati alla clientela al minimo storico. Quello medio sui prestiti a settembre si è attestato al 2,58%, quello per le nuove operazioni di acquisto di abitazioni all’1,79% e quello per i nuovi finanziamenti alle imprese, all’1,41%.

Infine, i depositi (conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine settembre, di circa 51,6 miliardi rispetto a un anno prima (+3,6% su base annuale), mentre è sempre in calo la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, per quasi 48 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi (-16,2%). Il saldo di queste due componenti determina ad agosto una variazione annua di +0,2%.

 

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