Caniggia rimette le deleghe da ceo di Dea Capital Real Estate dopo i rilievi di Bankitalia
Ieri Emanuele Caniggia ha rimesso al Consiglio di amministrazione di Dea Capital Real Estate sgr
le proprie deleghe quale amministratore delegato della società, mantenendo la carica di consigliere.
Il Consiglio di amministrazione ha provveduto a conferire ad Andrea Casarotti le deleghe necessarie ad
assicurare il coordinamento delle attività delle diverse funzioni aziendali e la continuità operativa della società. L’uscita di Caniggia avviene pochi giorni dopo i rilievi di Bankitalia sulla sgr.
I rilievi di Bankitalia su Dea Capital Real Estate sgr
Banca d’Italia lo scorso 24 aprile ha reso noto l’esito degli accertamenti ispettivi condotti su Dea Capital Real Estate sgr lo scorso dicembre, rilevando un rischio di riciclaggio (Aml) e la necessità di intervenire con urgenza. Inoltre, Bankitalia ha richiesto:
- la convocazione una riunione congiunta del Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per procedere alla convocazione dell’assemblea dei soci, con all’ordine del giorno la valutazione delle risultanze degli accertamenti ispettivi e il ricambio della maggioranza dei membri del Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, inclusi i rispettivi presidenti e l’amministratore delegato, con esponenti che non abbiano precedentemente ricoperto incarichi, né ruoli operativi presso la sgr e con la presenza di almeno un consigliere con solide competenze in ambito AML;
- la predisposizione da parte del rinnovato Consiglio di amministrazione di un piano di azione, di
cui sono state fornite le direttrici da seguire, che comprende, fra l’altro, il rafforzamento della cultura
del rischio aziendale in materia AML, un piano di rimedio ai rilievi formulati dalla Banca d’Italia, una
valutazione del rafforzamento della struttura organizzativa e in particolare dell’organico delle funzioni di controllo, un nuovo piano industriale che tenga conto anche dei maggiori costi dovuti alle attività suddette; - l’astensione dall’avvio di nuovi fondi verso clientela non istituzionale, nonché dalla riapertura delle sottoscrizioni e dal richiamo degli impegni sui fondi esistenti sottoscritti dalla medesima clientela, sino al completamento del piano di rimedio e alla verifica sulla sua efficacia.