Cimbri e Gianni: faccia a faccia sul risiko bancario
di valentina magri
“Infine, ci siamo. La grande battaglia del nostro tempo. La scacchiera è pronta. Le pedine si muovono”. “Ormai tutte le strade portano a Siena”. Questo crossover tra Gandalf e Luigi Lovaglio ben descrive il risiko bancario italiano, ripartito a spron battuto lo scorso giugno, proprio nel bel mezzo della decima edizione della Legalcommunity Week. Il 9 giugno scorso, all’indomani dell’annuncio dell’opas di Intesa Sanpaolo sulle azioni di Mps (con il contestuale impegno di Unipol a rilevare l’intero capitale di una banca operante sotto il marchio Monte dei Paschi di Siena), alla Breakfast on Finance si sono confrontati Carlo Cimbri, presidente di Unipol, e Francesco Gianni, partner fondatore dello studio Gianni & Origoni (Gop).
Riguardo l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps, Cimbri ha spiegato che si tratta di «un’opportunità per Unipol di completare la prima fase del suo processo di gruppo, stabilizzando una banca in transizione e diventando la seconda banca italiana sul mercato domestico. Al contempo, l’offerta permette a Intesa di ottemperare ai requisiti antitrust senza cercare altre soluzioni».
Gianni ha poi dato una lettura di sistema del risiko bancario: «dal punto di vista sia di un avvocato, sia di un cittadino del paese, credo che il rafforzamento del sistema finanziario italiano sia importante per supportare le aziende italiane a livello internazionale, le quali spesso cercano sostegno finanziario all’estero». Inoltre, il partner fondatore di Gop ha auspicato che «la seconda banca europea (Intesa Sanpaolo) possa offrire un maggiore supporto internazionale alle imprese italiane. È altrettanto importante supportare le pmi italiane, incoraggiandone l’aggregazione per renderle più competitive a livello globale».
Nei grandi deal come l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps l’advisor legale non deve limitarsi a garantire che l’operazione sia giuridicamente corretta, ma deve anche «rendere l’operazione il più snella, efficiente ed efficace possibile. Ci sono tanti modi per arrivare da un punto a un altro. Noi cerchiamo sempre di aiutare i clienti dal nostro punto di vista a trovare la soluzione più snella, più semplice», chiarisce il socio fondatore di Gianni & Origoni.
Per Cimbri, a fare la differenza in questi casi sono la conoscenza, la capacità di lavorare insieme e, soprattutto, la comprensione della natura del deal e del tipo di relazione tra le controparti. «Quando le parti (come Unipol e Intesa Sanpaolo in questo caso) sono unite da un interesse comune a far funzionare l’operazione (su Banca Mps), l’approccio del legale non deve essere quello della contrattualistica classica tra parte e controparte. Noi siamo parte dell’operazione insieme a Intesa Sanpaolo, non una sua controparte. Da questo consegue che l’approccio dell’avvocato verso questo deal deve essere collaborativo, focalizzato sul facilitare la costruzione dell’accordo, anziché adottare una postura puramente protettiva o avversaria», afferma il presidente di Unipol.
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