Corre l’M&A in Italia. Lo rileva PwC

In controtendenza rispetto al trend a livello mondiale (volumi in leggero calo e aumento solo a valore), le operazioni M&A italiane annunciate nel 2025, sono in aumento sia a volumi (416 operazioni annunciate, +17%) che a valore (+38,1%, 9,4 miliardi di dollari includendo anche le operazioni estere con investitore italiano). Le operazioni chiuse sono tuttavia in calo (circa 350, -2%) per una concentrazione di operazioni annunciate nel secondo semestre dell’anno che non si sono ancora chiuse (-5% primo semestre, +44% secondo semestre), trend in linea con quello a livello mondiale. Lo rileva il “PWC Global e Italian M&A Trends in consumer markets e outlook 2026”.

L’M&A in Italia

Oltre alle già citate acquisizioni di Versace da parte del Gruppo Prada e l’annunciata acquisizione della maggioranza di Golden Goose da parte del fondi cinese HSG, le altre operazioni rilevanti del 2025 nel Fashion includono l’acquisizione di Woolrich da parte di BasicNet, l’acquisizione di una partecipazione del 10% nel Gruppo Rino Mastrotto da parte del Gruppo Prada, le acquisizioni da parte di Chanel di quote in Grey Mer, (calzature), Leo France (componenti metallici e pelletteria), del 35% Mantero 1902 (seta) e Nuova Impala (lavorazione pelle).

Nel settore Food & Beverage, New Princes — nata dall’integrazione tra Newlat Food e Princes Group nel 2024 — ha acquisito, oltre a Carrefour Italia, anche Diageo Operations Italy e ha in programma l’acquisto del ramo d’azienda di Heinz Italia dedicato ai prodotti per l’infanzia e agli alimenti speciali, che comprende i marchi Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba. Il Gruppo Campari ha inoltre annunciato di aver raggiunto un accordo per la cessione di Amaro Averna e del Mirto di Sardegna Zedda Piras a Illva Saronno Holding. Il gruppo Ferrero, oltre a WK Kellogg Co, ha rilevato gli snack proteici a marchio Power Crunch da Bio-Nutritional Research Group.

Nel settore arredo e design, Dexelance ha acquisito il 65% del capitale di Mollura&C da Quadrivio – Made in Italy, il 25%, nel capitale di Roda. Sul totale numero di operazioni per tipologia di investitore, rimane stabile il peso di corporate e private equity (circa 56% e 44% rispettivamente), mentre aumenta significativamente il deal value delle operazioni di private equity ($3.3 miliardi), principalmente guidato dall’annunciata acquisizione della maggioranza di Golden Goose da parte del fondo cinese HSG).

In Italia l’attuale momento complesso che sta vivendo il settore moda potrebbe favorire il delisting di brand in tensione finanziaria, mentre altre quotate del settore consumer – specie nel beauty – appaiono sottovalutate rispetto al loro potenziale.

“I ceo privilegiano brand globali e piattaforme scalabili capaci di operare efficientemente sui mercati internazionali, grazie a modelli operativi più snelli. Spin-off e carve-out di grandi corporate accelereranno nel 2026, attirando operatori strategici, private equity e investitori specializzati in distressed M&A”, spiega Emanuela Pettenò (in foto), partner di PwC Italia, Consumer Markets Leader.

L’M&A globale nel 2025

Il controvalore delle operazioni M&A a livello mondo aumenta del 32% nel 2025, sostenuti da 10 mega-deal (transazioni con valore superiore a $5 miliardi), raddoppiati rispetto ai 5 del 2024. I volumi sono invece in calo dell’1%.

Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) hanno rappresentato il 44% dei volumi e hanno visto la crescita più alta nell’attività di deal, con un aumento del 10% anno su anno. Al contrario, i volumi sono stati piatti in Asia Pacifico e sono diminuiti del 21% nelle Americhe. Le Americhe hanno rappresentato meno di un quarto dell’attività globale nel settore Consumer e più della metà dei deal value, grazie ad un incremento nel numero di mega-deal con target USA, inclusi grandi buyer corporate e private equity che hanno annunciato alcune grandi transazioni public-to-private.

Nel 2025, il private equity ha completato diverse operazioni take-private nel settore consumer, tra cui l’acquisizione di Alliance Pharma (consumer health) da parte di DBay Advisors nel Regno Unito, il take-private di Walgreens Boots Alliance da Sycamore Partners negli Usa, l’acquisto di Soho House & Co da MCR Hotels, i brand di calzature Skechers da 3G Capital e il take-private del gruppo di family dining Denny’s da un consorzio guidato da TriArtisan Capital Advisors.

Queste operazioni evidenziano l’abbondante liquidità dei fondi di private equity, i costi di finanziamento ridotti e il crescente appeal per aziende consumer sottovalutate con brand solidi. Nel 2026, prevediamo un’accelerazione di simili deal, approfittando di valutazioni ancora sotto pressione per i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e la disruption strutturale che sta attraversando il retail tradizionale.

Nel 2025, le aziende consumer hanno accelerato l’M&A su scala (scale-driven), per aumentare efficienza e resilienza, in un contesto di continue pressioni sui costi e consumatori sempre più value-conscious. L’acquisizione di Kellanova da parte di Mars, così come quella di Versace da parte del Gruppo Prada e di WK Kellogg Co da parte di Ferrero, sono esempi di ampliamento del portafoglio brand per crescere su mercati globali.

Queste dinamiche persisteranno nel 2026, poiché le aziende cercano vantaggio competitivo e leva operativa attraverso operazioni di consolidamento in particolare in segmenti come grocery, beauty, farmacie, profumerie / personal care, petfood e servizi veterinari, caratterizzate da frammentazione e costi operativi crescenti.

L’M&A capability-driven è previsto aumentare man mano che retailer, piattaforme e brand sentono la necessità di rafforzare la tecnologia, la logistica o crescere in aree adiacenti come healthcare, media, elettronica per ampliare le capabilities operative e commerciali, conoscere meglio il cliente, efficientare il go-to-market garantendo affidabilità delle forniture e abilitando un digital commerce più efficiente.

Esempi recenti includono l’acquisizione di MediaWorld da parte di JD.com, che dà alla piattaforma e-commerce cinese un entry-point nel retail di elettronica in Europa, l’acquisizione da parte di IKEA della società di software logistico AI-powered Locus, l’acquisizione da parte di Home Depot del distributore di prodotti edili GMS e l’acquisizione di Foundation Building Materials da parte di Lowe’s, DIY retailer, riflettono il comune intento strategico di assicurare la capacità di servire il segmento professionale.

Nel 2025 abbiamo anche visto il buyback di alcuni brand consumer precedentemente venduti a corporate o sponsor finanziari da parte dei fondatori.

Esempi includono Huda Beauty da parte di Huda Kattan, Revel Bikes da parte di Adam Miller, Stella McCartney che ha riacquistato la quota di minoranza di LVMH nella sua fashion house, il retailer di beauty australiano RY da parte dei suoi fondatori. Il razionale di queste operazioni è da parte di corporate e sponsor l’attività di continua ottimizzazione dei portafogli, da parte dei founder l’opportunità di riacquistare a prezzi vantaggiosi per poter successivamente riposizionare e meglio valorizzare il brand.

I settori da monitorare

Per il settore moda, Pwc prevede un rallentamento in tutti i segmenti, tiene la fascia di accessible luxury, retail in ristrutturazione. Nel consumer health, invecchiamento e wellness spingono i mega-deal. Il settore della bellezza è resiliente e Pwc si attende M&A su nicchie premium e canali prestige​ / masstige. Il settore alimentari e bevande si riposizionerà su salutismo e convenience. Nel retail ci sarà un consolidamento di GDO, pet e quick commerce data-driven​. Nel settore viaggi, sono in arrivo tech-led deals su AI e personalizzazione esperienziale​. Nel gaming, PwC si aspetto una convergenza digitale su lottery, betting e trading cards​. Infine, nei ristoranti ci saranno operazioni selettive di consolidamento rete e opportunità Italia per alcune catene.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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