martedì 07 apr 2020
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Covid-19, ok di Lagarde a eurobond one-off. Conte e Macron spingono

Covid-19, ok di Lagarde a eurobond one-off. Conte e Macron spingono

La Bce dà il via libera ai Coronavirus-bond, ma solo come strumento one-off, legato all’emergenza sanitaria.

Secondo quanto rivelato da quattro funzionari all’agenzia di stampa Reuters, il presidente della banca centrale di Francoforte, Christine Lagarde (nella foto), ieri, parlando in videoconferenza, ha detto ai ministri delle finanze dei Paesi della zona euro di considerare l’idea di un’emissione obbligazionaria congiunta, ma solo come strumento temporaneo.

“Lagarde ha detto che occorrerebbe pensarci seriamente, accanto al ricorso agli strumenti del Mes”, ha riferito uno dei funzionari. “L’Eurogruppo, in questa fase, non ha discusso della mutualizzazione del debito”.

Un altro funzionario ha confermato che Lagarde ha avanzato la proposta, incontrando, però, l’opposizione del consueto fronte dei rigoristi, formato da Germania, Olanda e Paesi scandinavi.

Creare eurobond, o coronabond, per finanziare la risposta all’emergenza sanitaria è una possibilità non esclusa ieri dal presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, nella conferenza stampa al termine della riunione in teleconferenza: “Esploreremo tutte le possibilità per affrontare la pesante sfida che abbiamo davanti. La linea che abbiamo nell’Eurogruppo è che dobbiamo continuare a lavorare”, ha affermato Centeno, aggiungendo che “nessuna possibile soluzione è stata messa da parte oggi”.

Secondo il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ci sono diversi strumenti a dispozione. “I coronabond sono uno degli strumenti che possiamo avere sul tavolo. Dobbiamo andare avanti nelle discussioni e costruire consenso, perché tutte le decisioni devono avere il livello di consenso e coordinamento avuto finora”, ha spiegato Gentiloni.

I ministri nel corso della videoconferenza ieri sera hanno espresso ampio sostegno alla possibilità che il fondo di salvataggio Mes possa estendere le linee di credito precauzionali, pari a circa il 2% del pil, ai paesi membri che lo desiderino. Una decisione verrà presa dai leader europei domani. La linea di credito del Mes consentirebbe ai governi di continuare a finanziarsi sui mercati a tassi contenuti, aprendo la strada ad acquisti illimitati da parte della Bce in base all’Omt.

Ma i funzionari hanno anche sottolineato che la Lagarde considera il piano di acquisti sul secondario da 750 miliardi di euro uno strumento di intervento più flessibile, dal momento che non è sottoposto a condizioni, al contrario dell’Omt. Sono molti i politici, in Italia e non solo, che temono che ricorrere al Mes significhi commissariare i conti pubblici e sottostare ai diktat di Bruxelles in materia di risanamento.

Roma, infatti, continua a spingere per la soluzione eurobond, privilegiata rispetto al Mes. Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e altri otto leader europei ha scritto al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per sollecitare l’introduzione dei coronabond. L’appello non è stato firmato da Angela Merkel e dagli altri capi di governo dei Paesi che si oppongono a un allentamento eccessivo dei vincoli di bilancio.

La lettera è siglata, oltre che da Conte, dal presidente francese, Emmanuel Macron, e dai leader di Spagna, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Belgio e Portogallo.

“Di fronte alla gravità della situazione, c’è la necessità di un’ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani”, si legge nel testo. “Serve quindi l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nella zona euro”, ma, “allo stesso tempo, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una istituzione dell’Ue per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia”.

I fondi raccolti “saranno destinati a finanziare, in tutti gli Stati membri, i necessari investimenti nei sistemi sanitari e le politiche temporanee volte a proteggere le nostre economie e il nostro modello sociale”. Nell’appello si invita a “esplorare altri strumenti all’interno del bilancio Ue, come un fondo specifico per spese legate alla lotta al Coronavirus, almeno per gli anni 2020 e 2021, al di là di quelli già annunciati dalla Commissione”.

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