Equita punta alla Borsa con Mediobanca

Equita Group inizia il percorso verso la quotazione in Borsa, sul mercato AIM di Borsa Italiana.

La società di consulenza guidata dal presidente Francesco Perilli (nella foto) e dall’amministratore delegato Andrea Vismara, affiancata da Mediobanca – che agisce con Francesco Spila e Sara Fattori – in qualità di Nomad, Global Coordinator e Bookrunner, punta in realtà a fare solo un passaggio nel segmento delle piccole e medie imprese per poi passare, “nel prossimo futuro” sullo STAR. E per farlo si riorganizza nominando il suo investor relator, ossia Massimiliano R. Riggi, proveniente da UniCredit, presentando il nuovo piano strategico e facendo leva sui dati semestrali in crescita.

Utile netto a 4,5 milioni

Su questo fronte, nel primo semestre 2017 Equita ha registrato un utile netto consolidato di 4,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto al primo semestre 2016 (+22,8%). Ciò è riconducibile, spiega la società, al proprietary trading (+ 2,8 milioni, in aumento dell’80,1% rispetto all’anno scorso), alle attività di investment banking (+1,1 milioni, il 20,1% in più) e all’alternative asset management (+0,4mln, in aumento del 41,1%).

Nel dettaglio, la divisione investment banking ha generato ricavi per 6,9 milioni, con un forte aumento (+20,1%) riconducibile a un’intensa attività in tutte le principali linee di business, in particolare nelle attività di Capital Markets.

Qui Equita è stata Sponsor per la quotazione delle azioni Avio sul segmento STAR, bookrunner per i collocamenti di azioni Cattolica Assicurazioni, Datalogic e Openjobmetis, Co-Manager per l’aumento di capitale di UniCredit e Bookrunner per l’emissione del prestito obbligazionario di HP Pelzer Holding GmbH.

Quanto all’alternative asset management, la divisione ha generato 1,3 milioni di ricavi, con un forte incremento (+41,1%) supportato da un aumento delle masse: la gestione in delega ha registrato una dinamica positiva con nuovi flussi per 20 milioni grazie all’andamento positivo del mercato azionario specie delle Mid & Small caps che ha beneficiato del lancio dei PIR, mentre il fondo di private debt ha investito a oggi 19,8 milioni raggiungendo l’obiettivo di raccolta di 100 milioni.

Il gruppo ha inoltre avviato l’attività di private equity è stata avviata con la creazione di EPS, SPAC promossa da una joint venture tra Equita e “Private Equity Partners” (leggi la notizia su financecommunity.it), che ha raccolto 150 milioni.

L’aumento della base dei costi è relativo principalmente ai costi del personale, che si attestano al 50% dei ricavi.

 

Il piano

“I risultati positivi del primo semestre 2017 – ha commentato Vismara – confermano la bontà delle scelte strategiche compiute nel passato” e in questo senso, “il piano 2020 prosegue sulla stessa via”. In particolare, questo prevede il rafforzamento del posizionamento strategico di Equita come leading Investment Bank indipendente italiana, anche con un rafforzamento del team investment banking, e un consolidamento del percorso di crescita con ricavi diversificati, con un rafforzamento del sales & trading e del proprietary trading.

 

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