Espe emette un bond non convertibile da 8 milioni di euro. Ecco gli advisor

Espe, attiva nel settore delle energie rinnovabili come EPC contractor, nella fornitura di impianti fotovoltaici e proprietaria della tecnologia a marchio Espe per la realizzazione di turbine nel minieolico e cogeneratori a biomassa e a capo dell’omonimo gruppo (Gruppo Espe), ha emesso un prestito obbligazionario non convertibile a tasso variabile denominato Espe spa 2026-2032, del valore di 8 milioni di euro. Il bond è stato integralmente sottoscritto da investitori qualificati di primario standing nel panorama nazionale tra cui la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, Cassa Depositi e Prestiti, Volksbank, CentroMarca Banca e Banca di Asti.

L’emissione del prestito rappresenta per la società uno strumento alternativo e complementare al tradizionale finanziamento bancario, funzionale al sostegno del piano di investimenti e di crescita organica di lungo termine del Gruppo Espe, cui saranno destinate le risorse rivenienti dall’emissione.

Nel contesto dell’operazione, Banca Finint ha agito in qualità di arranger, banca agente e dealer del prestito. Advant Nctm ha agito quale consulente legale nell’ambito dell’operazione di emissione.

I commenti

Enrico Meneghetti, presidente e amministratore delegato di Espe, ha commentato: “Il successo della sottoscrizione di questo prestito obbligazionario rappresenta un importante segnale di fiducia da parte di investitori qualificati di primario standing nei confronti della nostra strategia industriale e del piano di crescita organica del Gruppo Espe. Questa operazione conferma inoltre la capacità di Espe di accedere con successo al mercato dei capitali, rafforzando il dialogo con investitori qualificati e consolidando la credibilità del Gruppo nel settore delle energie rinnovabili nel panorama nazionale”.

Alberto Stocco, cfo di Espe, ha aggiunto: “L’operazione rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di rafforzamento della struttura finanziaria del Gruppo, consentendoci di ampliare e diversificare le fonti di funding in un’ottica di medio-lungo termine e di supportare in modo efficiente il nostro piano di crescita, anche in relazione all’attuale portafoglio ordini e alle opportunità di sviluppo future. Particolarmente significativo è inoltre l’inserimento di un meccanismo di margin ratchet, che collega le condizioni economiche del prestito al raggiungimento di obiettivi strategici di natura finanziaria, industriale e di sostenibilità”.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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