Fincantieri al controllo di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. Gli advisor

Fincantieri ha annunciato la conclusione di accordi per l’acquisizione della maggioranza del capitale di quattro società attive nel segmento underwater: Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. L’operazione, che prevede un esborso iniziale di circa 600 milioni di euro, si inserisce nella strategia di sviluppo del segmento underwater indicata nel piano industriale 2026-2030 del gruppo e fa seguito alle acquisizioni di WASS nel 2025 e Remazel nel 2024.

Gli advisor coinvolti

Nell’acquisizione di Next Geosolutions, Fincantieri è stata assistita da Intesa Sanpaolo (IMI CIB) come financial advisor, da Deloitte per la due diligence, da BCG per la due diligence commerciale e il business plan, e da CRCCD come advisor legale.

Per l’acquisizione di WSense, il gruppo si è affidato a PwC per la due diligence, anche commerciale, e per il business plan, a Gianni & Origoni come legal advisor, e a PwC ed Equita sim per la fairness opinion.

Nell’operazione Defcomm, Fincantieri è stata supportata da EY per la due diligence e da LCA come legal advisor, mentre EY ha curato anche la fairness opinion.

Per l’acquisizione di Graal Tech, il gruppo ha lavorato con EY per la due diligence e con Alma LED come legal advisor.

Le operazioni

Fincantieri ha firmato un accordo vincolante con Marnavi per l’acquisto del 52,60% di Next Geosolutions, società quotata su Euronext Growth Milan attiva nelle survey marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore. Il contratto valorizza l’azione a 16,25 euro, per un equity value complessivo pari a 780 milioni di euro. Sono inoltre in fase avanzata le trattative con i soci di riferimento della società – Attilio Ievoli, Giovanni Ranieri, Giuseppe Maffia, Fabio Galeotti e Alessandro Buffa – che reinvestiranno parte delle proprie quote. Al perfezionamento dell’operazione, Fincantieri promuoverà un’offerta pubblica di acquisto sul capitale residuo di NextGeo, finalizzata al delisting della società da Euronext Growth Milan.

Per quanto riguarda WSense, scale-up nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata in comunicazioni subacquee e Internet of Underwater Things, l’acquisizione avverrà tramite una società veicolo partecipata da Fincantieri, che al closing deterrà il 61,95% del capitale, salendo fino al 75% nei successivi 24 mesi.

Nel caso di Defcomm, start-up italiana attiva nella progettazione di droni di superficie autonomi, Fincantieri ha raggiunto un accordo vincolante con l’unico azionista Fedcomm Holding Italia per l’acquisizione, in tre fasi, che porterà il gruppo dal 49% al 51% del capitale entro due anni dal closing.

Fincantieri ha infine acquisito dai soci fondatori il 51% di Graal Tech, scale-up nata come spin-off dell’Università di Genova specializzata in veicoli robotici subacquei modulari (AUV/ROV), operazione soggetta all’autorizzazione Golden Power.

Le quattro società confluiranno nel polo underwater di Fincantieri, che arriverà a comprendere otto realtà operative integrate lungo tutta la catena del valore, dall’hardware al software fino ai servizi, con l’obiettivo di generare sinergie di prodotto e di mercato tra le diverse tecnologie. La struttura delle operazioni prevede la permanenza dei manager e degli azionisti chiave delle società acquisite attraverso il reinvestimento di quote rilevanti nel capitale, con l’obiettivo di garantire continuità industriale.

Le acquisizioni sono finanziate con le risorse raccolte tramite l’aumento di capitale da 500 milioni di euro completato a febbraio 2026, integrate da altre fonti disponibili del gruppo, senza impatto sulla guidance di PFN/EBITDA per il 2026.

Su base pro-forma, il segmento underwater raggiungerà nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi di euro ed EBITDA per 220 milioni di euro, con un contributo delle nuove acquisizioni all’utile di gruppo stimato in oltre 60 milioni di euro.

Il commento

L’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero (in foto) ha sottolineato: “L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative. Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo.”

Axel Indigo

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