Gli advisor del concordato di Bianchi Metalli
Il Tribunale di Bergamo ha omologato il concordato semplificato (art. 25-sexies CCII) proposto da Bianchi Metalli, società operante nel settore del commercio di metalli ferrosi e non ferrosi. La procedura ha visto l’Agenzia delle Entrate come principale creditrice, a seguito di avvisi di accertamento per IVA, nonostante il regime di reverse charge, per un importo superiore a 25 milioni di euro.
Gli advisor coinvolti
Bianchi Metalli è stata assistita da Studio Porcaro Commercialisti & Avvocati per la predisposizione del piano e per la gestione della procedura, con un team composto da Mario Porcaro e Andrea Porcaro, affiancati da Laura Paglia e Pietro Prencipe per gli aspetti finanziari, e dall’avvocato Fabrizia De Nigris per gli aspetti legali. Il ruolo di Liquidatore Giudiziale è stato affidato al dott. Alessandro Scarpellini.
Il piano e la decisione del Tribunale
Il piano omologato prevede la cessione dell’azienda alla società affittuaria, appartenente allo stesso gruppo, con il mantenimento della capacità produttiva e dei livelli occupazionali, oltre alla liquidazione degli altri attivi. È stato inoltre previsto un apporto di finanza esterna, garantito da un vincolo di destinazione ai sensi dell’art. 2645-ter c.c.
Il Tribunale ha ritenuto il piano fattibile e più conveniente rispetto all’ipotesi di liquidazione giudiziale, evidenziando come i creditori chirografari, che in sede di liquidazione giudiziale non avrebbero ricevuto alcun pagamento, siano invece soddisfatti grazie alla finanza esterna. Nel provvedimento, il Tribunale ha chiarito che l’affitto e la successiva cessione d’azienda non costituiscono, in questo caso, una forma di continuità indiretta incompatibile con la natura liquidatoria del concordato semplificato, ma rappresentano invece una modalità di liquidazione degli asset che richiede il mantenimento in esercizio dell’impresa al solo fine di ottenere il miglior collocamento sul mercato e il migliore soddisfacimento dei creditori.