Gli advisor del deconsolidamento di Plenitude da parte di Eni

Eni ha avviato insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit Funds ed Energy Infrastructure Partners un riassetto della compagine azionaria di Plenitude per definire una nuova governance, con un controllo congiunto fra Eni e Ares e col conseguente deconsolidamento della società dal perimetro di bilancio di Eni. L’operazione avviene a valle dell’acquisizione del novembre scorso da parte dei fondi Ares Management Alternative Credit, gestiti da Ares Management Corporation, di una partecipazione del 20% in Eni Plenitude. Ricordiamo che Crédit Agricole Corporate and Investment Bank e Unicredit hanno finanziato l’operazione lo scorso gennaio.

Gli advisor

Mediobanca è stata financial advisor di Eni nel deconsolidamento di Plenitude, con un team composto da Claudia Fornaro (in foto a sinistra), Stefano Cozzi (in foto a destra) e Daniele Sandroni.

Equita ha agito in qualità di financial advisor di Eni, rilasciando una fairness opinion sulla congruità del corrispettivo per la partecipazione con un team guidato da Marino Marchi (managing director) e composto da Nicola Tomaiuoli (director) e Vittorio Barosini (associate).

I dettagli del deconsolidamento

L’operazione è basata su un aumento di capitale non proporzionale tra i soci per circa 1,5 miliardi di euro, di cui almeno 1 miliardo di euro è previsto sia sottoscritto da Ares, sulla base di un Equity Value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi di euro (circa 13,1 miliardi di euro in termini di Enterprise Value implicito).

Ad esito dell’aumento di capitale, Eni deterrà una quota del capitale sociale vicina al 65%, ed è previsto che manterrà su Plenitude presidi di direzione e di coordinamento (ex art. 2497 del Codice Civile) compatibili con il nuovo accordo di controllo congiunto con Ares.

L’aumento di capitale sarà funzionale a rafforzare la struttura patrimoniale di Plenitude e
supporterà il raggiungimento dei target di crescita organica e inorganica, inclusi la capacità
installata a 15 GW e 15 milioni di clienti retail al 2030, perseguendo al contempo un rating
investment grade.

L’iniziativa è coerente con la strategia Eni di valorizzare le società del Gruppo, in base al
modello satellitare, e rappresenta altresì un’opportunità per destinare maggiori risorse alla
crescita dei business, alla sicurezza energetica e alla creazione di valore per i propri
azionisti

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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