giovedì 21 mar 2019
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Illimity, obiettivo un utile netto a 280 milioni nel 2023

Illimity, obiettivo un utile netto a 280 milioni nel 2023

Con il passaggio all’MTA e la revisione degli obiettivi al 2023, prende ufficialmente il illimity Bank, la banca guidata dall’amministratore delegato Corrado Passera nata dalla fusione della spac SPAXS in Banca Interprovinciale.

La nuova banca, come noto, punta a diventare fra le principali operatrici in tre mercati che per Passera sono ancora decisamente «poco serviti», e cioè il finanziamento alle piccole e medie imprese che hanno difficoltà di accesso al credito, quindi comprese operazioni di turnaround, cross-over e acquisition financing, la banca diretta sia corporate che retail e infine la gestione di npls solo ed esclusivamente corporate. A queste si aggiungerà una quarta attività con la creazione tutta interna – «no shopping», ha detto Passera – di un servicer specializzato sempre nel corporate che verrà presentato verso la metà dell’anno.

Oggi la banca, arrivata a 200 dipendenti, conta nel complesso 415 milioni di euro di attivi, dei quali 251 milioni nella divisione PMI e circa 163 milioni in quella NPLs – per circa 1,2 miliardi di valore lordo -, ai quali si aggiungono altre operazioni che dovrebbero concludersi a breve per altri 130 milioni circa.

Nel dettaglio delle operazioni, illimity ha erogato fra gli altri 51 milioni di euro di senior financing mentre la divisione pmi ha realizzato due operazioni nell’area turnaround per un valore complessivo erogato di 34 milioni di euro. A questo proposito Passera non esclude la partecipazione in operazioni come quella di Condotte, partita in cui illimity, ha detto, sarebbe interessata a una parte di cantieri dal valore di 800 milioni con un partner industriale, cioè il costruttore Rizzani De Eccher. «Noi ci mettiamo alcune decine di milioni di euro per facilitare le operazione», ha detto Passera specificando che la banca sta «seguendo le indicazioni dei commissari. I tempi ce li diranno loro. Tanto prima tanto meglio, perché più il tempo passa più i cantieri si chiudono. Noi siamo pronti da ieri».

Quanto ai dati 2018, questi evidenziano un risultato netto negativo di 23,5 milioni che include la perdita di 9,4 milioni di euro per l’intero esercizio 2018 di SPAXS e tre mesi di risultati economici di Banca Interprovinciale a partire dalla data di efficacia della business bombination, negativi per 13,5 milioni di euro a causa dei costi di esecuzione della Business Combination stessa, di natura non ricorrente, e dei primi investimenti in risorse e sistemi della nuova Banca.

In base ai risultati consolidati di SPAXS, la Banca inizia l’anno 2019 con un CET1 ratio che si attesta oltre il 90% a dicembre 2018 e disponibilità liquide per da 440 milioni di euro a cui si aggiungono ulteriori buffer di liquidità rappresentati da titoli prontamente liquidabili per 126 milioni di euro, per supportare la crescita prevista dal piano industriale 2018-2023.

Obiettivo 280 milioni di utili
Piano che prevede, a conferma dei target presentati a luglio 2018, un’utile netto a 280 milioni di euro nel 2023, in crescita da un livello di 55-70 milioni di euro nel 2020, il raggiungimento di 6,6 miliardi di attivi e il mantenimento di un CET1 ratio superiore al 15% in tutto l’orizzonte temporale di piano. Questo obiettivo include una politica di dividendi conservativa, con distribuzione di dividendi crescenti a partire dall’esercizio 2022 «con il raggiungimento di un miliardo di asset», anno in cui si ipotizza un pay-out del 20% in crescita al 25-30% nel 2023.

In particolare il business NPLs che rappresenterà il 44% degli attivi commerciali al 2023, Turnaround e Nuova Finanza 21%, Cross-over (incluso il portafoglio impieghi di BIP) 13% e Invoice Lending 22%.

Il  ROE è pianificato al 25% mentre il Cost Income Ratio al 2023 dovrà essere inferiore al 30%. Ciò è possibile, ha spiegato Passera in conferenza stampa, «anche grazie alla digitalizzazione totale della banca, sia in termini di infrastrutture che di procedimenti oltre che dei prodotti, che raggiungeremo entro tre mesi anche con l’integrazione di società fintech» oltre alla partnership già realizzata con Credimi sul factoring.  In questo senso gli investimenti complessivi relativi allo sviluppo della piattaforma IT sono stimati in 115 milioni di euro nell’arco di piano, di cui 45 milioni di euro saranno capitalizzati.

Illimity prevede inoltre di raggiungere un margine di intermediazione per 250-310 milioni di euro nel 2020 e 675 milioni di euro nel 2023 e costi per 110-140 milioni di euro nel 2020 e 160 milioni di euro nel 2023. I ricavi saranno in prevalenza composti dal margine di interesse (circa 90% del totale a fine piano) che includerà gli interessi attivi sulle attività di Invoice Lending e Cross-over, nonché i ricavi derivanti dall’attività di recupero dei portafogli npl acquisiti direttamente e i flussi di interessi e ricavi dell’attività di investimento in singole posizioni utp. La componente commissionale sarà invece trainata dall’attività di servicing di portafogli NPL di terzi e, in misura più contenuta, dalle commissioni di distribuzione di prodotti di finanziamento, assicurazione e investimento di terzi attraverso il direct banking.

Le rettifiche su crediti sono previste in crescita da 50-63 milioni di euro nel 2020 a circa 95 milioni di euro nel 2023, corrispondenti ad un costo medio sul totale crediti netti di circa 170 bps. Le rettifiche su crediti saranno quasi interamente ascrivibili alla divisione SME, il cui costo del credito si prevede rimanga nell’intorno di 300 bps in arco piano.

Il piano industriale include già l’impatto delle nuove normative – come quelle sul capitale dell’Eba del settembre scorso – e le oscillazioni da un punto di vista macroeconomico. In prospettiva, la divisione NPL entrerà a regime più velocemente, pertanto rappresenterà il principale contributo all’utile ante imposte nel 2020. Successivamente, a regime, la banca avrà un contributo equilibrato al risultato economico tra npl e pmi, con la divisione direct banking che avrà invece un ruolo decisivo per la raccolta finalizzata al sostegno delle attività della banca.

 

 

(nella foto il ceo Corrado Passera e la presidente Rosalba Casiraghi)

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