Investitori istituzionali e private capital: è tempo di conoscersi

Negli ultimi due anni i tassi bassi hanno spinto il risparmio italiano (4mila miliardi di euro in totale) a guardare oltre ai Bot e ai Btp per continuare a mantenere gli obiettivi di rendimento prefissati. Tradizionalmente infatti gli investitori istituzionali, quali fondi pensione, casse di previdenza, asset manager, hanno investito la maggior parte delle risorse in strumenti obbligazionari o azionari.

In un articolo pubblicato sul numero 78 di MAG (scaricalo qui), abbiamo rilevato che finora il 93% dei 46 miliardi gestiti dagli aderenti di Assofondipensione è stato destinato a titoli di Stato e azioni di società quotate.

In questo gap di rendimenti si sono inseriti i player del private capital, ossia private equity, debt e venture capital, i quali stanno cercando di attirare tali risorse in cerca di allocazione. Un contatto inizia a esserci ma questi due mondi sono ancora molto distanti. La loro relazione è ferma ai primi appuntamenti e spesso non va oltre un semplice aperitivo, se non in qualche caso specifico.

In termini economici, l’allocazione di risorse provenienti dal risparmio in asset alternativi è spesso irrisoria. Nel 2015, per fare un esempio, i fondi pensione hanno investito il 6% delle risorse complessive (2,5 miliardi) in Oicr (di cui una minima parte è finito in private capital) e le casse professionali il 5% (dei quali 28% – 744 milioni – in private equity e l’1% – 37,5 milioni – in private debt).

Si tratta di un problema tutto italiano: all’estero la percentuale di investimenti alternativi è intorno al 10-15% in Paesi come Canada e Usa.

Dietro a questa distanza c’è però l’assenza di fondo di un vero dialogo tra il mondo del risparmio e quello degli asset alternativi. Il primo non aveva mai sentito la necessità di affacciarsi sul secondo, non lo conosce e non sa come funziona. Allo stesso tempo i gestori delle sgr spesso sembrano non comprendere le necessità e le esigenze dei fondi pensione e delle casse.

Partendo da questa consapevolezza, financecommunity.it assieme al cfo Nicola Barbiero, ha lanciato “Serve del catch up?”. Si tratta del primo blog collettivo italiano dedicato sia al mondo degli enti previdenziali sia quello degli investitori alternativi e alle nuove piattaforme. Obiettivo del blog è essere uno spazio in cui i due mondi possano dialogare, confrontarsi e dibattere in modo da far emergere le criticità ma anche quegli aspetti che accomunano queste due realtà.

La piattaforma c’è, ora tocca ai protagonisti dire la loro. Per informazioni e per contribuire scrivere a: redazione@financecommunity.it

Investitori istituzionali e private capital: è tempo di conoscersi

Noemi

Financecommunity.it

Lanciata nel maggio 2014, la testata si rivolge a bankers, fondi di private equity, operatori del real estatee SGR.
La testata, al livello di contenuti, si focalizza sul mercato finance, ovvero sugli spostamenti e cambiamenti di poltrona, le operazioni e relativi advisors, piuttosto che su approfondimenti e dati analitici sull’evoluzione del mercato.
 
Financecommunity.it ha visto crescere molto rapidamente il numero di lettori e di professionisti che intervengono e danno il loro contributo.
 

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