Italian Wine Brands: nel 2016 crescita a due cifre e passaggio allo Star

Con 48,8 milioni d’ettolitri di vino raccolti, l’Italia quest’anno torna a essere il primo produttore al mondo di vino, superando la Francia (46,45 milioni) e la Spagna (36,6 milioni). E proprio il settore vitivinicolo è uno degli “osservati speciali” del mondo della finanza.

Quanto accaduto nel corso del 2015 ne è una prova. A fine gennaio si è infatti quotato al listino AIM, specializzato nelle Pmi, Italian Wine Brands, gruppo nato dalla fusione di Giordano vini (leader delle vendite dirette e per corrispondenza e oggi uno dei maggiori player dell’e-commerce) e Provinco, azienda trentina tra i principali fornitori di prodotti italiani all’estero. Le due aziende, quotate attraverso la spac Ipo Challenger di Simone Strocchi (nella foto), hanno dato vita a un operatore da 140 milioni di fatturato.

Nello stesso listino, si è poi quotata Masi agricola, fra i principali produttori di Amarone mentre a giugno c’è stata l’emissione di un prestito obbligazionario da 5 milioni (interamente sottoscritto da Pioneer investiment) effettuato da Moncaro–Terre Cortesi, cantina sociale con 862 soci.

Un business, quello del vino, che adesso sta iniziando a dare i suoi frutti. È il caso ad esempio di Italian Wine Brands. Il gruppo sta crescendo, ha spiegato il vicepresidente Strocchi in un incontro con gli investitori, ed è in fase di trattativa avanzata con due o tre aziende nel settore, fra etichette e distributori, tutti italiani, per una terza aggregazione. A seguito della quale Iwb punta a passare dall’Aim al listino principale, in particolare al segmento Star.

«Abbiamo già tutte le caratteristiche richieste per formalizzare il passaggio – spiega – ma il motivo per cui non abbiamo fatto l’application è che ci piacerebbe completare una terza operazione». Che, aggiunge, si aspettano di chiudere entro il primo trimestre 2016.

Iwb ha debuttato su Aim lo scorso 29 gennaio con un flottante del 61%. Fattore che, ricorda Strocchi, la rende una realtà «contendibile», oltre che aggregante. 

«Nel 2016 potremmo crescere a doppia cifra, ma anche nel 2015 potremmo avvicinarci a questo obiettivo», ha continuato l’amministratore delegato Alessandro Mutinelli (foto a destra).  Il gruppo, come detto, ha chiuso il 2014 con un fatturato di 140 milioni (72% Giordano il resto Provinco), un ebitda di 13 milioni, un utile di 5,1 milioni e debiti per 32 milioni.

Fra le strategie per il futuro c’è anche quella relativa alla comunicazione. Dal 18 ottobre, infatti, la società lancerà la nuova campagna pubblicitaria, con l’obiettivo di «attirare famiglie e giovani adulti e consolidare e accrescere il marchio in Italia». Nonché accelerare sul segmento delle vendite via Internet dove già oggi realizza un giro d’affari di circa 8 milioni, che sale a 25 considerando l’indotto dei vari canali web.

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