Le Bcc verso una capogruppo unica

Nell’attesa del decreto legge, che dovrebbe andare in consiglio dei ministri entro gennaio, le Bcc prendono la strada dell’autoriforma.

Obiettivo: compattarsi. Ed evitare squilibri interni.

Così, stando all’accordo raggiunto ieri 14 gennaio da Federcasse, gruppo Iccrea e Cassa Centrale Banca, il mondo delle Bcc si prepara a varare «una soluzione unitaria condivisa» che prevede «la realizzazione di un’unica capogruppo bancaria», si legge in una nota congiunta. 

Si tratta di una newco che sarà la spa al vertice del sistema delle banche cooperative e, stando all’intesa, dovrà aggregare tutte le 360 Bcc territoriali. Una soluzione alternativa a quella che vorrebbe adottare il Governo, più propenso verso un modello alla “Credit Agricole”, citato spesso dal premier Matteo Renzi, che cambierebbe la fisionomia del credito cooperativo italiano.

A fare da capogruppo non sarà però Iccrea, come si pensava all’inizio, in quanto la soluzione non piaceva all’altra banca di secondo livello del sistema, la trentina Cassa Centrale Banca, nè alla Bcc di Roma, la più grande Bcc italiana. Probabilmente si tenderà verso una società tutta nuova, alla quale aderiranno come azioniste tutte le Bcc mantenendo sempre la quota di controllo. Le singole Bcc saranno poi vincolate sia a un patto di coesione, che offre alla singola banca un grado di autonomia correlato a criteri di merito, in base al quale le più virtuose saranno anche le più autonome, che a un sistema di garanzie in solido.

Stando a quanto riportato nel comunicato, per i rappresentanti delle banche di credito cooperativo questa «strategia di maggiore integrazione sul versante imprenditoriale consentirà la focalizzazione degli investimenti, il conseguimento di più consistenti economie di scala e capacità di supporto alle singole bcc aderenti al gruppo bancario cooperativo unitario».

Federcasse nella nota aggiunge che il sistema «ha l’ambizione di poter vedere realizzato – sulla base dei dieci punti dell’autoriforma consegnati da tempo alle autorità – un quadro di regole coerente con i requisiti normativi e prudenziali dell’Unione Bancaria e conseguentemente un modello organizzativo originale e innovativo che non ha uguali in Europa».

 Il comunicato aggiunge poi un passaggio al sistema delle casse di risparmio Raiffeisen dell’Alto Adige, che «avrà la possibilità di costituire un proprio gruppo provinciale che potrà fare sistema con il Gruppo bancario cooperativo».

Pare quasi certo che il testo che uscirà dal consiglio dei ministri non toccherà le licenze bancarie alle singole Bcc. Semmai, potrebbero venire individuate delle soglie minime di mezzi propri, sotto i quali si perde la licenza bancaria (se non aggregandosi). Attualmente il minimo per costituire una Bcc è di 5 milioni. Secondo alcune voci il governo starebbe pensando di introdurre soglie comprese tra i 50 e i 100 milioni. Se fosse vero, significherebbe ridurre della metà (nell’ipotesi più blanda) il numero delle Bcc, spingendole alle aggregazioni.

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