sabato 08 ago 2020
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Leonardo & Co con Houlihan Lokey si fa globale, ma l’Italia resta al centro

Leonardo & Co con Houlihan Lokey si fa globale, ma l’Italia resta al centro

Un salto a piedi pari oltre l’Oceano. Da Milano fino a Los Angeles. Per la boutique Leonardo & Co., la costola della financial advisory di Banca Leonardo, fondata nel 2006 dal numero uno Gerardo Braggiotti, unirsi al grande gruppo internazionale Houlihan Lokey è stato proprio questo: un balzo verso un business potenzialmente senza confini.

L’investment bank statunitense, oltre mille professionisti e una presenza globale, dalla Cina a Singapore, passando per Australia, Hong Kong, India ed Europa, lo scorso 16 novembre ha infatti acquisito il 49% di Leonardo & Co. (il resto è in mano al management team), nonché il 100% delle attività della società in Germania, Paesi Bassi e Spagna cedute da Banca Leonardo.

L’unione ha segnato la nascita di una realtà con uno staff di più di 150 professionisti in sette Paesi europei, riuniti sotto l’insegna di “Houlihan Lokey Leonardo” a livello mondiale e “Leonardo & Co. in association with Houlihan Lokey” in Italia. «Il mantenimento del nostro brand era una condizione fondamentale nell’accordo – spiega in questa intervista a MAG l’amministratore delegato Matteo Manfredi (nella foto) – perché è rappresentativo dei nostri valori ed è riconosciuto sul mercato e dai clienti». Il gruppo, infatti, che è guidato oltre che da Braggiotti quale presidente e da Manfredi anche dai managing directors Pietro Braicovich, Andrea Mainetti e Andrè Pichler, nell’ultimo anno e mezzo ha seguito, secondo i dati Mergermarket, 14 operazioni prevalentemente crossborder.

Fra queste, ad esempio, l’acquisizione da parte di Fila del 100% di Renoir, holding del Gruppo Daler-Rowney Lukas, per 80,8 milioni di euro e la ristrutturazione del debito di Tirreno Power. Attualmente, il team è a lavoro, fra le altre cose, sulla revisione del capitale di Waste Italia e nel processo di vendita del portafoglio immobiliare costituito dai tre asset “Complesso SKY”, “Torri del Quartesolo” e “Grosio”, da parte di Risanamento, con un team guidato da Manfredi è composto da Tommaso Lillo (executive director), Francesco Neri (associate) e Vittorio Galano.

«Uno degli obiettivi – spiega Manfredi – dietro questa unione era uscire da una dimensione regionale, da Europa continentale, e diventare di portata globale, forti dell’aggregazione con una banca d’affari molto attiva soprattutto nei mercati anglosassoni, e in particolare negli Stati Uniti, che nel nostro lavoro è e resterà sempre fra i principali mercati».

Far parte di un network non basta per essere globali. Come pensate, a livello pratico, di portare avanti questa crescita? 
L’idea è quella di intercettare sempre di più il flusso di operazioni crossborder in corso, sia da parte di aziende italiane all’estero che da controparti straniere che acquisiscono in Italia. Questo è sempre stato il nostro obiettivo, ma ora possiamo realizzarlo facendo leva su un’ampiezza che prima non avevamo, nonché su conoscenze, contatti e competenze nuove.

Ci sono altre motivazioni strategiche dietro questo “matrimonio”?
 Sì, un’altra ragione è legata alla specializzazione settoriale che l’appartenenza al gruppo può consentirci sia in termini di grandezza che di copertura e competenze a livello globale.

Ad esempio?
Tutto quello che riguarda il settore cosiddetto “diversified industrial”, ossia ad esempio le società industriali, la componentistica, l’automotive, il business services e molte altre. Si tratta di un calderone che comprende circa una ventina di sotto-settori di cui Houlihan Lokey si occupa da tempo, dandoci un vantaggio che, ci auguriamo, sarà positivo per Leonardo & Co.

Fra tutti quelli che si sono fatti avanti per la vostra boutique, perché dunque avete preferito Houlihan Lokey?
Cercavamo un partner con queste caratteristiche e tra tutti ci siamo trovati meglio con Houlihan Lockey. Inoltre il loro business è molto simile al nostro.

In che senso?
Nel senso che Houlihan Lockey è sì una banca d’affari, ma in realtà non è una banca a tutto tondo come le altre, è più un advisor puro e indipendente. A suo modo una boutique, esattamente come Leonardo & Co.

E loro perché hanno scelto voi?

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