Mongillo: «La transizione energetica va gestita, non subita»

di valentina magri

«Dopo la guerra in Ucraina, in Europa e Italia siamo stati travolti dalla comunicazione e dalla politica Usa con messaggi di retromarcia sulla transizione energetica, che pertanto è stata un po’ accantonata. L’errore è stato confondere il ciclo politico con il ciclo industriale. Il ciclo politico dura 2-4 anni, poi cambia. Il ciclo industriale di un megatrend invece dura 10-30 anni e va perseguito in questo arco temporale per beneficiarne. Dobbiamo renderci conto (senza dimenticarcene una volta passata l’emergenza), che la sicurezza energetica va trattata in modo serio, non va demandata alle competenze regionali. Credo nel nucleare, ma sarà pronto nei prossimi 15-20 anni. Non possiamo aspettare così tanto tempo, onde evitare di subire la transizione energetica dal punto di vista industriale in termini di Pil e competitività». Così Ciro Mongillo (in foto), ceo e fondatore di EOS Investment Management Group (EOS IM). A suo avviso, «bisogna darsi una mossa e accelerare la transizione verso l’energia pulita, anche perché il crescente impiego dell’intelligenza artificiale comporta un maggiore consumo di acqua ed energia e quindi un incremento della domanda . Il Green deal ci ha aperto gli occhi sull’energia. Ora sarebbe auspicabile anche un ‘Blue deal’ per scongiurare, specie al sud, siccità, desertificazione e dispersione dell’acqua, dovute ai cambiamenti climatici e all’inadeguatezza della rete idrica», afferma il ceo di EOS IM, società di gestione di investimenti alternativi, multistrategia, che ha cofondato a Londra con il figlio Natalino Mongillo nel 2014.

Com’è cominciato tutto?

Nel 2014 si parlava di società multistrategia, ma il mercato italiano non era pronto per questo tipo di società. Così abbiamo costituito EOS IM a Londra, una città che oltretutto lascia anche molto più spazio ai giovani rispetto all’Italia. All’epoca c’era una spaccatura di pensiero tra il sottoscritto 50enne e mio figlio poco più che 20enne. Ma mettere insieme l’esperienza dei senior con la velocità di visione, cambiamento e interpretazione degli strumenti finanziari dei giovani è un punto di forza di EOS IM tuttora (“transizione intergenerazionale”).

Come avete puntato sui megatrend?

Dal 2014 al 2019 parlare di megatrend (transizione energetica, sicurezza energetica), sostenibilità ed Esg era considerato poco più che marketing; quindi, gli esordi di EOS IM furono difficili. Una volta individuati i megatrend, e preparata l’azienda in tal senso con le adeguate competenze, abbiamo deciso di cavalcare temi di investimento che hanno un impatto positivo e permettono al contempo agli investitori di ottenere risultati interessanti. Dal 2019 il Green Deal europeo ha fissato le regole e definito alcuni paletti per ridurre le emissioni entro una certa data e poi il regolamento SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation, entrato in vigore nel 2021, ndr) prevede requisiti per fondi sostenibili. Nel 2020 abbiamo abbandonato il mondo dell’incentivato perché si stavano comprimendo i margini e abbiamo deciso di andare sul libero mercato (grid parity) e sulla costruzione da zero degli impianti (greenfield), seguendo i megatrend. Oggi i pannelli costano meno e anche realizzare un impianto costa un quinto oltre ad essere notevolmente più efficiente.

Continua a leggere l’articolo: scarica gratuitamente la tua copia di MAG

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

SHARE