martedì 29 set 2020
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Mps, via libera della Commissione Ue alla bad bank. E il titolo vola

Mps, via libera della Commissione Ue alla bad bank. E il titolo vola

Via libera di Bruxelles alla creazione di una bad bank da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena. E il titolo dell’istituto senese vola.

Parlando a un’agenzia di stampa. il commissario Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto che il piano di scissione dei crediti non performing non incontra l’opposizione di Bruxelles, che ha “dato conforto all’autorità italiane” sul progetto.

“Ci sono contatti in corso”, ha aggiuto Vestager, “da quanto possiamo vedere non si tratta di un’operazione di aiuto (pubblico) ed è stata decisa prima della crisi del coronavirus: spetta a ogni Stato decidere se notificare o meno, finora l’Italia non ha fatto una notifica”.

Il progetto prevede la scissione di Mps in due entità societarie distinte: una good bank e una bad bank; quest’ultima si farebbe carico di circa 9,7 miliardi di crediti deteriorati tra sofferenze e incagli. E la gestione della bad bank farà capo ad Amco, società controllata dal Tesoro (come Mps, del resto), coinvolta nei piani di salvataggio delle banche venete e di Carige. Secondo indiscrezioni di stampa, il closing dell’operazione è atteso entro la fine dell’anno e l’esecuzione nei primi mesi del 2021.

Attraverso un comunicato Mps precisa che “l’operazione è allo studio e sono in corso le interlocuzioni con le autorità di vigilanza. A seguito del via libera informale da parte della Commissione Ue, sono state avviate pertanto le interlocuzioni con la Bce e la Consob in merito alla definizione dei profili autorizzativi per l’avvio dell’operazione”. La banca aggiunge che “sono in corso approfondimenti in merito alla composizione del compendio che, alla data del presente comunicato, non sono state completati”.

Completata l’operazione sui crediti non performing, il ministero guidato da Roberto Gualtieri si focalizzerà sull’uscita dal capitale della nuova Mps, da poco guidata da Guido Bastianini (nella foto), come richiesto da Bruxelles in occasione del salvataggio nel 2017. E’ chiaro che, una volta liberato dal fardello di sofferenze e incagli, l’istituto senese sarebbe un boccone appetibile per i concorrenti, sia le banche italiane che vogliano contrastare lo strapotere di Intesa Sanpaolo (soprattutto se andrà in porto l’aggregazione con Ubi), sia istituti esteri che vogliano incrementare la quota di mercato.

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