Mustier riorganizza le prime linee di UniCredit, Papa nuovo direttore generale

L’era Mustier di UniCredit inizia a prendere forma a partire dalla riorganizzazione delle prime linee manageriali, che sarà effettiva a partire da settembre 2016.

In primo luogo tutte le attività di business saranno sotto la responsabilità di Gianni Franco Papa (nella foto) – attuale vice direttore generale del gruppo e responsabile del CIB – che assumerà il ruolo di direttore generale, “con deleghe ampie e rafforzate”, si legge nella nota. Papa, in particolare, “si focalizzerà sul continuo sviluppo dell’offerta di servizi ai clienti, puntando a massimizzare le attività di cross selling e di creazione di valore grazie alle diverse realtà e aree di attività di cui UniCredit dispone” e “guiderà le strategie digitali del gruppo e dovrà definire il nuovo modello di servizio della banca”.

Papa, 60 anni, è in UniCredit dal 1979 e da gennaio 2015 ha assunto la guida della divisione Cib, subentrando proprio a Mustier. Prima di questo incarico è stato per quasi cinque anni a capo della divisione Centro Est Europa. Laureato in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, nel 2013 è stato nominato Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Le attività operative saranno guidate da Ranieri De Marchis, attuale capo delle attività di audit e di controllo interno, e da Francesco Giordano, oggi chief financial officer di HVB, la banca tedesca del gruppo. Entrambi vengono nominati co-Chief Operating Officers. A loro il compito di “trasformare il modello operativo del gruppo, di ridurre i costi, di semplificare processi e procedure, e di infondere a tutti i livelli sempre maggiore responsabilità e trasparenza”. In particolare De Marchis sarà a capo di tutte le attività operative, dell’IT, della sicurezza e dei controlli interni mentre Giordano avrà responsabilità specifiche per i costi, gli acquisti, il real estate e la finanza. I due manager inoltre “avranno congiuntamente la supervisione della pianificazione strategica e dovranno razionalizzare il programma per lo sviluppo dell’Information Technology” e “opereranno in maniera molto sinergica con le diverse unità operative per rispondere a tutte le necessità del business”. 

Contestualmente, la finanza sarà affidata a Mirko Bianchi, attuale cfo di Bank Austria, che viene nominato cfo di tutto il gruppo UniCredit, e Marina Natale guiderà la struttura Strategy e M&A nella fase di revisione strategica delle attività.

 Sotto la supervisione del direttore generale andrà anche il lavoro di una squadra di manager che curerà le attività italiane di UniCredit. In particolare Andrea Casini – attuale responsabile delle attività del gruppo in Bulgaria – e Giovanni Ronca – oggi capo della filiale di New York – sono i due nuovi responsabili per l’Italia. Casini, affiancato come vice da Remo Taricani, guiderà le attività Retail, mentre Ronca, con Lucio Izzi come vice, avrà la responsabilità delle attività corporate.

A capo della divisione Corporate Investment Bank vanno invece Gianfranco Bisagni e Olivier Khayat, attuali vice responsabili dello stesso dipartimento,  i quali dovranno “continuare nella positiva crescita di questi anni” del comparto e “rafforzare la posizione di leader in Europa nei capital Markets e nel Global Transaction Banking”. Bisagni e Khayat riporteranno al direttore generale Papa.

Come già annunciato in precedenza, TJ Lim – già responsabile da Londra per i Global Markets – è stato nominato vice Chief Risk Officer di gruppo per assicurare una gestione pro attiva del portafoglio non core della banca. TJ Lim riporta al Chief Risk Officer di UniCredit, Massimiliano Fossati.

In questa riorganizzaizone, Gabriele Piccini lascia invece il proprio incarico di capo delle attività in Italia per assumere un’altra posizione all’interno del gruppo, mentre dovrebbero lasciare definitamente la banca il vice direttore generale e coo Paolo Fiorentino e l’attuale cfo di gruppo, Bernardo Mingrone

Questa nuova struttura organizzativa, si legge nella nota, ha “l’obiettivo di semplificare il gruppo e rendere più efficiente l’assetto operativo”, in modo da “identificare in modo più netto ruoli e competenze del senior management e rafforzare la capacità di individuazione delle responsabilità grazie a linee decisionali e di riporto più corte”. Non a caso infatti “la nuova struttura riduce il numero dei diretti riporti dell’amministratore delegato, la cui attività potrà così focalizzarsi sulla definizione delle strategie di gruppo, la gestione dei rischi e l’ottimizzazione dei costi di struttura”.  

Per l’ad Jean Pierre Mustier questo modello “rappresenta il primo passo nella riorganizzazione della banca” oltre alla “profonda revisione del piano strategico” che, aggiunge, sarà resa nota prima della fine dell’anno e che avrà come obiettivi centrali l’ottimizzazione della struttura di capitale e un’ulteriore riduzione dei costi”.

 

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Noemi

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