NB Renaissance e sostenibilità: Stefano Bontempelli racconta le strategie del gruppo

NB Renaissance, Chequers Capital e il management team di Biolchim hanno di recente annunciato la firma di un accordo vincolante per la vendita di Biolchim, produttore e distributore di fertilizzanti speciali, principalmente biostimolanti, a JM Huber Corporation, una delle più grandi aziende familiari statunitensi.

La sostenibilità si conferma quindi essere al centro delle strategie del gruppo di private equity. Per avere una panoramica sul settore agricolo e sull’importanza delle tematiche Esg, Financecommunity ha intervistato Stefano Bontempelli, senior partner di NB Renaissance.

L’acquisizione di Biolchim da parte del gruppo americano JM Huber denota una certo dinamismo del settore agricolo. A quali fattori si deve l’attività di M&A dell’ultimo periodo?

In generale il dinamismo di alcuni settori legati all’agricoltura – ad esempio quelli della nutrizione avanzata, della smart agriculture e dell’irrigazione – deriva da un trend globale: la sfida ad aumentare la produzione alimentare per far fronte alla crescita demografica, preservando o riducendo al tempo stesso gli input produttivi, in particolare l’utilizzo dei prodotti chimici e dell’acqua.

Uno dei settori in forte crescita è quello dei biostimolanti, in cui opera Biolchim. I biostimolanti si differenziano dai fertilizzanti tradizionali per il minor impatto ambientale. Attraverso la combinazione di sostanze organiche, proteine idrolizzate e aminoacidi, i biostimolanti migliorano la crescita delle colture con un minor ricorso alla chimica. Inoltre questi prodotti contribuiscono alla salvaguardia delle piante dagli stress abiotici (siccità, gelo, piogge torrenziali, ecc.), sempre più frequenti per effetto del cambiamento climatico. E’ infine una tipologia di fertilizzanti che si combina molto bene con l’agricoltura di precisione – altro settore in grande espansione – che sulla base dell’utilizzo dei big data consente di dare alla pianta solo quello di cui ha bisogno quando ne ha bisogno, riducendo anche il consumo di acqua.

Qual è l’importanza dell’operazione Biolchm all’interno del settore?

Questa operazione rappresenta un’accelerazione del processo di consolidamento del settore, che già aveva visto una transazione rilevante con l’acquisizione di Valagro da parte di Syngenta un paio di anni fa. Negli ultimi cinque anni Biolchim ha raddoppiato la propria dimensione e quest’anno supererà i 150 milioni di euro di fatturato. La crescita è stata prevalentemente organica con un forte sviluppo in particolare dei mercati internazionali. Oggi l’azienda è una piccola multinazionale leader di settore con otto stabilimenti produttivi, quattordici filiali commerciali all’estero, ed un’integrazione verticale che le consente l’accesso ad alcune materie prime rilevanti. Grazie a significative competenze di ricerca e sviluppo, Biolchim ha un portafoglio prodotti molto ampio che potrà beneficiare della rete commerciale del gruppo Huber in diversi Paesi del mondo ed in particolare negli Stati Uniti. Disporre di strutture specializzate di vendita su scala globale rappresenta sempre più un fattore critico di successo nel settore.

Quali sono i progetti per il futuro di NB Renaissance?

Continueremo a investire valorizzando le eccellenze del mercato italiano attraverso operazioni in partnership con imprenditori e management team. I nostri progetti d’investimento sono generalmente molto simili al caso Biolchim. Con Leonardo Valenti, amministratore delegato e azionista al momento del nostro ingresso, abbiamo trovato una grandissima sintonia fin dall’inizio, che ci ha portato a condividere un piano industriale e realizzarlo esattamente nei modi e nei tempi che avevamo previsto. C’era la possibilità di proseguire questo percorso con altri investitori finanziari ma Leonardo ha ritenuto che fosse giunto il momento di cercare una soluzione industriale che potesse apportare sinergie e dare ulteriore slancio per il successo futuro dell’azienda.

Su quali settori ha intenzione di focalizzare l’attenzione NB Renaissance?

Puntiamo sulla digitalizzazione delle aziende e sulla sostenibilità ambientale, due temi industriali che per NB Renaissance costituiscono altrettanti obiettivi strategici. Del primo è un esempio l’investimento in Engineering, leader italiano per la trasformazione digitale delle aziende protagonista di una continua crescita. Vanno nella stessa direzione le partecipazioni in Inetum e OverIT.  Tramite queste tre società il nostro ultimo fondo (fondo III) è ad oggi investito per circa il 40% in information technology e software. Dell’obiettivo sostenibilità ambientale sono invece testimonianze molto significative gli investimenti in Sicit e Novamont, oltre a Biolchim. Sicit è un’eccellenza italiana dell’economia circolare, azienda unica al mondo capace di trasformare i residui delle lavorazioni dell’industria conciaria in biostimolanti per l’agricoltura. Novamont è leader mondiale nella produzione di una innovativa famiglia di bioplastiche biodegradabili e compostabili, altri prodotti fondamentali per la tutela del suolo e delle acque. Abbiamo poi una consolidata esperienza nell’industria specializzata di beni intermedi ad alto valore aggiunto in cui investiamo in aziende leader a livello internazionale, come ad esempio Rino Mastrotto Group, Hydro Holding, Comelz e Uteco.

Verrà data particolare rilevanza agli investimenti ESG?

Certamente. ESG e sostenibilità ambientale, che ho già indicato come uno degli obiettivi strategici del gruppo, sono temi molto importanti per noi. A oggi il nostro ultimo fondo è investito per il 20% in società completamente sostenibili. Sostenibilità e ESG fanno parte integrante del nostro piano di creazione di valore una volta che diventiamo azionisti di una società. Su queste tematiche abbiamo un approccio sistematico che riguarda tutte le aziende del portafoglio. Monitoriamo dei KPI in tutte le nostre società e pubblichiamo ogni anno un rapporto ESG per tutte le aziende e uno per il fondo. Per NB Renaissance i fattori ESG sono determinanti già nel processo di due diligence, dal momento che incidono come qualsiasi altro fattore di business nella valutazione dell’opportunità di un investimento. In ambito ESG abbiamo competenze specifiche importanti all’interno di Neuberger Berman, ma ora prevediamo anche di rafforzare il nostro team in quest’area per svilupparla ulteriormente.    

NB Renaissance e sostenibilità: Stefano Bontempelli racconta le strategie del gruppo

eleonora.fraschini@lcpublishinggroup.it

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