Npl e soluzioni innovative, l’impresa torna al centro

A maggio 2015 i crediti deteriorati delle principali banche italiane ammontavano a oltre 300 miliardi, dei quali 187,3 di sofferenze, ovvero crediti di incerta riscossione. A luglio, stando all’ultimo rapporto della Banca d’Italia, il controvalore di questi crediti inesigibili è salito a 197 miliardi, con un tasso di crescita annua del 14,3%. Sono cifre che descrivono chiaramente lo stato di salute del nostro sistema bancario. Un sistema in cui il rapporto tra sofferenze e prestiti si aggira intorno al 9,6% e nel quale erogare nuova finanza è diventato quasi impossibile per le banche, se si contano anche gli accantonamenti.

Un’impasse che ha provocato il cosiddetto credit crunch e che gli istituti di credito stanno tentando di risolvere cercando di gestire al meglio questi “crediti cattivi”. Come? Innanzitutto vendendoli.

Stando ai dati dell’ultima ricerca di Pwc, nei primi 6 mesi di quest’anno le cessioni di portafogli di non performing loans hanno raddoppiato il valore di quelle dello scorso anno: sono stati 5 i miliardi di euro di sofferenze passati di mano contro i 2,5 del primo semestre 2014. Più in generale, nell’ultimo anno e mezzo, i crediti deteriorati venduti dalle banche a fondi di investimento o altri operatori finanziari ammontano a quasi 12 miliardi di euro.

In questo contesto il Governo si sta adoperando per facilitare la dismissione dei crediti deteriorati da parte delle banche, ma anche per migliorare l’efficienza e la tempistica dei processi di ristrutturazione del debito. Oltre all’idea, ancora da concretizzare, di una “bad bank” con ruolo polarizzante, con il decreto legge sulla giustizia civile definitivamente approvato il 6 agosto scorso, l’esecutivo ha modificato il regime di deducibilità delle svalutazioni crediti e delle relative perdite da cinque anni all’anno di esercizio in cui sono rilevati in bilancio.

In questo modo le banche possono «allineare i valori del proprio libro a quelli di mercato», nota Andrea Chiappa, responsabile M&A & Special Situations in Deloitte. E sono così incentivate a dismettere crediti incagliati in modo da alimentare il margine patrimoniale e poter erogare nuovo credito.

CENTRALITÀ ALL’AZIENDA
Ma cedere stock di crediti, spesso a sconti anche rilevanti, può essere l’unica soluzione alla questione dei crediti deteriorati in Italia?…

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