Rcs verso la rimodulazione del debito per 352 milioni

Mentre è in corso la battaglia tra Urbano Cairo e la cordata dei soci con Andrea Bonomi, Rcs continua con l’accordo di rimodulazione del proprio debito. L’intesa, che avrà un importo massimo di 352 milioni divisi in due sole linee di credito, dovrebbe attivare entro il 7 giugno prossimo.

In una nota richiesta da Consob, il gruppo editoriale ha dato nel dettaglio gli elementi principali del Term Sheet condiviso con le banche finanziatrici, fra le quali Banca Imi, che agisce “ai sensi del contratto di finanziamento del 14 giugno 2013?, ha informato “la società che in merito ai principali termini e condizioni relativi alla pratica di rimodulazione del contratto” in essere, due banche hanno deliberato in maniera positiva, mentre le altre “procederanno a sottoporre la pratica di rimodulazione ai rispettivi organi deliberanti nel periodo ricompreso fra il 20 maggio e il 7 giugno 2016?.

La scadenza finale, come anticipato recentemente dall’amministratore delegato Laura Cioli (nella foto), è fissata a dicembre 2019 e i covenant, che non prevedono vincoli legati all’utilizzo della delega per aumentare il capitale, sono un po’ più generosi dei target del piano industriale. Non sono neanche previsti obblighi di dismissioni.

Nel dettaglio, le due linee di credito consistono in una linea ‘term’ fino 252 milioni (con una prima scadenza a marzo 2017) e una linea revolving fino 100 milioni. La terza linea di credito prevista dal vecchio contratto di finanziamento sarà interamente rimborsata, per i restanti 71,6 milioni, nel momento della stipula del nuovo accordo utilizzando parte dei proventi della cessione di Rcs Libri.

L’accordo, aveva spiegato Cioli, prevede una progressiva riduzione dei costi basata sulla riduzione del debito prevista dal piano. In particolare i covenant  previsti sono: un indebitamento finanziario netto di 430 milioni nel 2016 (o 410 in caso di cessioni di asset non core), di 410 milioni nel 2017 (o 385 con le cessioni) e di 340 nel 2018 (o 315 con le cessioni).

Questi riguardano anche il rapporto tra debito ed Ebitda che nel 2016 dovrà stare entro un margine (‘headroom’) pari al 10% rispetto agli obiettivi di piano; il margine si allarga al 15% per 2017 e 2018.

Il Term Sheet prevede infine che Rcs abbia a disposizione linee bilaterali da parte delle banche finanziatrici per un ammontare complessivo di 85 milioni per le necessità di cassa ordinarie.

Ad oggi Intesa Sanpaolo è il maggior creditore di Rcs verso cui è esposta per 162 milioni (38%). Ubi è esposta per 108 milioni (25%), Unicredit per 54,4 milioni (12,8%), Pop Milano e Bnp Paribas per 40,6 milioni (9,6%), Mediobanca per 17,6 milioni (4,2%) per un totale di 423,6 milioni.

 

Rcs verso la rimodulazione del debito per 352 milioni

Noemi

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