Riello Investimenti, 20 anni di supporto alle pmi italiane tra private equity, debt e venture capital

di valentina magri

Riello Investimenti da 20 anni punta sulle pmi italiane. Tutto iniziò con gli investimenti nelle pmi venete di Pilade Riello, classe 1932, attuale presidente di Riello Industries. Suo figlio Nicola Riello negli anni Novanta ha lanciato il fondo familiare FCF (Family company fund), che raccoglieva capitali della famiglia da investire in aziende del territorio. Il veicolo, partito con una dotazione di 35 milioni di euro, concluse una serie di operazioni di successo. Nel 2006 ha deciso di lanciare un nuovo fondo, ribattezzato Gate, che raccoglieva anche soldi di investitori terzi (imprenditori e banche). Riello ha lanciato la sua sgr e raccolto 70 milioni. Il fondo investiva in poche pmi, caratterizzandosi come un investitore industriale e non finanziario. Risale al 2011 il cambio di strategia e la ripresa degli investimenti con Pool Service, Golden Goose e altre aziende a bassa intensità di capitale e di investimento, al fine di concludere le exit in tempi rapidi, attorno ai due anni. Il caso di Golden Goose è particolarmente significativo, perché fruttò un Irr del 90%.

A differenza di altri fondi di private equity, Riello Investimenti ha adottato una strategia multi-asset una decina di anni fa, gestita attraverso l’ingresso di talenti. «Questa strategia ci consente di avere una view molto ampia sui mercati privati ed un’offerta ampia per gli investitori istituzionali italiani ed esteri. Inoltre, si tratta di una strategia obbligata: non potremmo mai raccogliere 1 miliardo di euro per la nostra strategia di private equity focalizzata sulle pmi, adottando un approccio molto diretto e presente in azienda, con una gestione attiva e industriale. Ma anche altri fondi hanno posizionamenti simili», ammette Luigi Terranova (in foto), ceo e managing partner di Riello Investimenti. Per il futuro, esclude l’investimento in altre asset class dei private market, fiducioso che le leve della crescita futura saranno private debt e venture capital.

Riello Investimenti persegue la sua strategia multi-asset attraverso quattro fondi: Italian Strategy Private Equity Fund III (ancora attivo ma ha già chiuso a nuove sottoscrizioni); Private Equity IV Buy&Build Opportunities; Impresa Italia II Private Debt; Linfa, primo fondo italiano di venture capital dedicato al settore AgriFoodTech.

Sul fronte del private equity, Riello Investimenti ha lanciato il fondo Buy&Build Opportunities da 250 milioni di euro, con hard cap a 300 milioni. Il veicolo si propone di aggregare poche pmi in modo selettivo per aumentare taglia e redditività attraverso sinergie industriali e commerciali. «Le pmi hanno necessità di passaggio generazionale, espandere la tecnologia, internazionalizzarsi e ingrandirsi. L’imprenditore oggi avverte la necessità di aggregazione. Noi vogliamo continuare a investire nel settore alimentare, oltre che sui macchinari per tecnologie avanzate, nel lifestyle (cosmetica, healthcare, benessere, moda e arredamento) e nei servizi», afferma Terranova.

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valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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