Scende del 21,4% l’M&A nel mid-market in sud Europa. Lo rileva BDO

Nel sud Europa nel primo semestre 2026 il numero totale dei deal è diminuito del 21,4% rispetto alla seconda metà del 2025, passando da 523 a 411 transazioni. Il valore aggregato si è attestato a 34,3 miliardi di dollari, contro i 46,1 miliardi del semestre precedente. Lo rileva l’ultima edizione del report periodico Horizons, stilato da BDO e dedicato all’andamento delle operazioni di M&A.

Le ragioni del calo dell’M&A

Il calo è attribuibile a una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici, tra cui l’escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, le tensioni commerciali e le misure protezionistiche adottate dagli Stati Uniti, oltre all’incertezza sulla crescita economica globale. Tassi di interesse elevati, condizioni di finanziamento più restrittive e maggiore volatilità hanno inoltre pesato sulla fiducia degli investitori.

In questo contesto, i fondi di private equity hanno mostrato resilienza, con un calo del numero di transazioni limitato al 6,8% rispetto al semestre precedente, per un totale di 176 deal completati. La diminuzione del valore delle operazioni, pari al 12,8%, è legata a un minor numero di transazioni di grandi dimensioni nel periodo considerato.

Nella prima metà del 2026, in Sud Europa il settore TMT (Technology, Media, Telecommunication) è risultato il più attivo con 101 deal, circa un quarto del totale, seguito da Industrial & Chemicals con 77 transazioni e da Business Services con 46 operazioni. La transazione di maggior valore nell’area ha visto il fondo francese HLD Europe acquisire Entoria, società francese attiva nei servizi finanziari, per 468 milioni di dollari. Tra i 20 deal di maggior valore in Sud Europa, 10 hanno avuto come target società spagnole, 7 francesi e 3 italiane.

Lo scenario globale

Nella prima metà dell’anno, le tensioni in Medio Oriente seguite al conflitto tra Stati Uniti e Iran hanno spinto il prezzo del petrolio fino a 110 dollari al barile, con ripercussioni su diversi mercati e sulle attività di trading. Nonostante questo contesto, nei primi sei mesi del 2026 le operazioni M&A nel mid-market si sono mantenute intorno alle 6.000 transazioni a livello globale, con una flessione contenuta del 4% rispetto al semestre precedente e un dato in linea con i livelli del primo semestre 2025.

Il valore aggregato dei deal ha registrato una contrazione dell’8% rispetto al secondo semestre 2025, ma un aumento del 6% nel confronto con i primi sei mesi dello scorso anno. Nel periodo gennaio-giugno 2026 i fondi di private equity sono stati protagonisti di un’operazione su tre, un dato considerato positivo alla luce dell’instabilità geopolitica e degli shock finanziari degli ultimi anni. L’orientamento delle banche centrali verso politiche di stimolo alle economie globali potrebbe portare a una riduzione dei tassi di interesse, elemento che favorirebbe sia i rendimenti dei fondi di private equity sia i livelli di attività M&A, anche grazie alla disponibilità di capitali da investire.

A livello settoriale, le operazioni hanno registrato una contrazione nella maggior parte dei comparti, con le eccezioni del TMT, in crescita del 12% rispetto ai sei mesi precedenti, e del Pharma, Medical & Biotech, aumentato dell’8%. Le contrazioni più significative si sono registrate nei comparti Real Estate e Consumer (entrambi -25%) e nei Financial Services (-20%). Sul piano geografico, l’attività è calata nella maggior parte dei mercati, con l’eccezione del Nord America, in crescita del 17%, oltre a Europa Centrale e Orientale e Medio Oriente.

Le previsioni per la seconda metà del 2026 indicano un’attività M&A globale in linea con gli ultimi semestri, per un totale stimato intorno ai 6.000 deal, con Nord America e Cina come mercati più attivi e TMT e Industrials come settori più dinamici. L’imposizione di dazi, le tensioni geopolitiche e i conflitti in corso continueranno a influenzare l’attività M&A, ma la disponibilità di capitali potrebbe sostenere il mercato, insieme ai mega-trend legati alla digitalizzazione e, in misura minore, alla decarbonizzazione.

Il commento

Stefano Variano (in foto), partner advisory di BDO Italia, ha commentato: “Le nostre previsioni indicano che l’Europa meridionale dovrebbe registrare più di 400 operazioni M&A nella seconda metà del 2026, pari a circa il 7% dell’attività globale di M&A. Si prevede che i settori Industrial & Chemicals e Consumer rimarranno i più attivi della regione, con 84 transazioni ciascuno, rappresentando complessivamente il 41,4% del totale delle operazioni future, seguiti dal comparto Business Services con 70 deal. Pur in un contesto internazionale non facile, le prospettive per la regione e per l’Italia risultano essere incoraggianti e BDO, grazie alla forte specializzazione del team sui settori trainanti e al suo posizionamento tra i player di riferimento del mondo deals, è in grado di svolgere il ruolo di partner strategico per le aziende che si apprestano a realizzare operazioni di M&A.”

Axel Indigo

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