lunedì 20 mag 2019
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Tassi invariati e terza Tltro. Le prossime mosse della Bce di Draghi

Tassi invariati e terza Tltro. Le prossime mosse della Bce di Draghi

Nessuna variazione sui tassi di interesse almeno fino a fine 2019 e via libera alla terza tranche di T-ltro con sette nuove aste trimestrali – con scadenza a due anni – da settembre 2019 a marzo 2021. Le decisioni sul futuro dell’economia europea, annunciate il 7 marzo dal presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi (nella foto), fotografano una situazione in peggioramento, che porta alla necessità di un nuovo stimolo di liquidità, che trova nel terzo programma Tltro un incentivo alla liquidità attraverso prestiti alle banche vincolati al credito per famiglie e imprese.

“Quando sei in una stanza buia, fai dei piccoli passi. Non corri, ma comunque ti muovi”, ha detto Draghi, sintetizzando così la sua strategia improntata sulla prudenza. Tutte decisioni che il consiglio direttivo “ha preso all’unanimità”, ha sottolineato il presidente della Bce, aggiungendo che “è il segno della nostra coesione”. All’indomani dalla presentazione, ha già evidenziato qualche effetto positivo sui mercati. Lo spread tra Btp e Bund si ferma a 243 punti base, il minimo da fine gennaio, con rendimento decennale a 2,54%.

L’obiettivo della Bce è la stabilità dei prezzi, i tassi di interesse, in quest’ottica, rimarranno fermi allo 0% per quanto riguarda il tasso principale, allo 0,25% quello sui prestiti marginali e -0,4% il tasso sui depositi. Altra variabile su cui incidere è l’inflazione, lontana dal 2% invocato da Draghi e in riduzione per quanto riguarda le prospettive per il prossimo triennio: 1,2% dall’1,6% stimato in precedenza per l’anno in corso, 1,5% invece dell’1,7 del 2020 e 1,6% per il 2021, ancora in flessione di 0,2 punti percentuali.

Riviste al ribasso anche le stime di crescita: 1,1% rispetto al 1,7 per il 2019, 1,6% nel 2020 (-0,1%) e invariato per il 2021 all’1,5%. A pesare, ha ribadito Draghi, sono fattori esterni come le tensioni sul commercio internazionale, il rallentamento in Cina e in alcuni mercati emergenti e in prospettiva negli Stati Uniti, la minor fiducia data dall’incertezza per i venti del protezionismo e naturalmente la Brexit ma anche fattori interni all’area dell’euro, legati a settori specifici come ad esempio l’industria dell’auto tedesca e il rallentamento in Italia.

L’annuncio del terzo lancio di Tltro, che presenta condizioni meno vantaggiose per le banche rispetto alla seconda tranche, dovrebbe rispondere al calo della liquidità e rilanciare prestiti e finanziamenti a privati e società per dare movimento al sistema economico.  Al suo culmine, le banche europee avevano inghiottito 740 miliardi di euro da due round TLTRO, di cui circa 720 miliardi di euro ancora da rimborsare a partire da giugno 2020.

Le altre misure previste dalla Bce riguardano il reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza del quantitative easing, rimandato a un periodo successivo al primo aumento dei tassi di interesse, e il rifinanziamento a tasso fisso con piena aggiudicazione fino a inizio marzo 2021.

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