Unicredit avvia il riassetto: a Fiorentino, Papa e Natale le deleghe di Nicastro

Il consiglio di amministrazione di UniCredit, confermando i rumor dei giorni scorsi, ha preso la via del riassetto organizzativo-manageriale. La prima azione in questa semplificazione delle cariche è stata quella, già nell’aria, di dire addio all’attuale direttore generale Roberto Nicastro (foto in alto). Che assieme alla banca, si legge nella nota, ha «deciso di comune accordo di separare le proprie strade a partire dal 1° ottobre prossimo».

Il dg, oltre 18 anni trascorsi ai vertici del Gruppo, continuerà ad essere coinvolto nelle attività di UniCredit quale Vice Presidente di Bank Pekao in Polonia e consigliere di UniCredit Bank Russia e di Bank Austria. Il ceo Federico Ghizzoni ha tenuto a sottolineare che «Roberto Nicastro ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di UniCredit, in particolare quale primo pioniere della creazione del Centro Est Europa» e che il gruppo gli è «grato» per il suo operato. 

Le deleghe in capo al direttore generale saranno ripartite tra i due vice Paolo Fiorentino (nella foto a destra) e Gianni Franco Papa, ai quali si affiancherà l’attuale cfo Marina Natale, nominata vice direttore generale a partire dal prossimo 1° ottobre.

In particolare a Natale finiscono le deleghe ai controlli interni e all’asset management, a Fiorentino il digital banking, oltre a quelle di vice dg e coo.

Papa, già responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking, mantiene la responsabilità legata alla supervisione della Germania a cui si aggiunge quella di Austria, Polonia e della Divisione Central & Eastern Europe.

 Cambia poi il Chief Risk Officer del Gruppo. L’uscente Alessandro Decio lascerà il posto di Massimiliano Fossati (nella foto a sinistra), già responsabile rischi per il perimetro italiano, sempre a partire dal prossimo 1° ottobre.

Decio, si legge nella nota, garantirà una transizione senza soluzioni di continuità al fine di assicurare la prosecuzione e il completamento di tutti programmi in essere prima di ricoprire un’altra posizione nel Gruppo che sarà definita nei prossimi mesi.

Massimiliano Fossati, 47 anni, è entrato in Unicredit nel 2000 e in questi anni ha maturato esperienza nel mondo dei Rischi. È stato infatti cro in Repubblica Ceca, in Turchia, per l’Austria e l’intera divisione Central and Eastern Europe nonché da ultimo responsabile Rischi delle attività italiane del Gruppo.

 Con questi cambi di poltrona, la banca sembra voler rendere più efficiente la struttura di comando, in particolare alleggerendo i processi decisionali. I tre vice direttori generali, ad esempio, riporteranno direttamente al ceo.

Nel cda odierno, la banca ha anche fatto il punto sulla situazione economica al secondo trimestre 2015. L’utile netto è stato pari a 522 milioni di euro, superiore alle previsioni (453 milioni), grazie al contributo positivo di tutte le divisioni.

Il CET1 transitional è pari al 10,52% e sale al 10,92% considerando l’operazione su Pioneer, mentre quello ‘fully loaded’ proforma è pari al 10,84%, includendo il valore corrente delle riserve AFS e l’operazione Pioneer (10,37% escludendo queste voci), dice una nota.

«Per UniCredit – in controtendenza rispetto alla media di settore in Italia – è confermato il miglioramento significativo nella qualità degli impieghi, con una diminuzione dei crediti deteriorati, frutto di una migliore tenuta di quelli in bonis e di maggiori recuperi», ha affermato Ghizzoni nella nota.

I ricavi sono sostanzialmente stabili a livello di core bank a 5,7 miliardi sostenuti dall’aumento del margine di interesse e dei dividendi. Sul fronte della qualità dell’attivo le rettifiche su crediti sono pari a 913 milioni, in calo del 9% su anno. 

Per quanto riguarda il primo semestre, invece, l’utile netto registrato è pari a oltre 1 miliardo (-7,3% sem/sem) e RoTE a 5,0%. I ricavisi attestano a 11,5 mld (+0,9%).

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