sabato 23 giu 2018
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Unicredit emette il primo bond senior non-preferred in Italia

Unicredit emette il primo bond senior non-preferred in Italia

Con ordini per circa 4,5 miliardi di euro, Unicredit colloca sul mercato il bond senior non preferred da 1,5 miliardi a 5 anni, il primo in assoluto in Italia dopo la recente introduzione di questo tipo di titoli di debito, ossia strumenti di debito chirografario di secondo livello, approvata dalla legge di Bilancio 2018 del Governo.

L’emissione, con scadenza 18 gennaio 2023, cedola 1,00%, è stato prezzato a reoffer 99,651 per un rendimento di 1,072%. L‘ampio book (oltre 250 investitori istituzionali) ha permesso all‘emittente di ridurre la concessione: il rendimento finale è infatti pari a 70 punti base sopra midswap, dopo una prima indicazione stamane a ‘high’ 80 pb, poi rivista in area 75.
Il collocamento è stato curato da Ing, JP Morgan, Santander, Societe Generale Cib, Ubs Investment Bank e UniCredit Bank.

Le categorie di investitori comprendono fondi (67%), banche (18%) e assicurazioni/fondi pensione (8%). Dal punto di vista geografico la domanda si è distribuita tra Regno Unito/Irlanda (22%), Francia (20%), Italia (15%) e Germania/Austria (10%).

I senior non preferred (Snp) sono disciplinati su iniziativa Ue e già in circolazione da oltre un anno in Paesi come Francia, Spagna, Belgio e Olanda. Definiti da alcuni anche Tier3, sono una nuova classe di obbligazioni bancarie, di tipo senior ma con rango intermedio tra i subordinati Tier2 e i senior tradizionali (preferred).

La banca guidata da Jean Pierre Mustier punta a emettere 6 miliardi di euro di bond Snp da qui a fine 2019, come illustrato dal direttore finanziario Mirko Bianchi nella presentazione agli analisti dello scorso 12 dicembre.

La nascita di questi bond punta a dotare le banche di strumenti ‘cuscinetto’ che facilitino l‘assorbimento delle perdite in caso di bail-in o risoluzione, limitando sia i casi di sostegno pubblico sia il coinvolgimento dei piccoli risparmiatori.

In Italia la legge prevede per i bond Snp un taglio minimo di sottoscrizione di 250.000 euro e il divieto di collocamento presso investitori non istituzionali, rendendo impossibile la vendita di tali strumenti alla clientela retail delle banche.

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