Viola lascia Mps, il cda già a lavoro sul successore

Dopo quattro anni e mezzo passati ad arginare le perdite di una banca in crisi da tempo, e nel bel mezzo di un aumento di capitale da oltre 5 miliardi di euro, l’amministratore delegato Fabrizio Viola (nella foto) ha lasciato la guida di Banca Monte dei Paschi di Siena. 

L’ad lo ha comunicato durante il consiglio che si è tenuto ieri 8 settembre, dando corpo ai rumors, sempre smentiti, che davano una sua uscita imminente ma che si erano intensificati negli ultimi giorni anche alla luce di alcune sostituzioni avvenute o probabili tra le prime linee manageriali. Il primo a uscire era stato ad agosto il direttore del retail banking e distribuzione Marco Bragadin che da ottobre prenderà il timone di Ing Bank Italia, mentre secondo alcune fonti riportate da il Giornale, il Monte vorrebbe sostituire il direttore finanziario Arturo Betunio e anche la responsabile delle risorse umane Ilaria Dalla Riva

La decisione del manager 58enne sembrava dunque già tracciata, anche per via di un possibile pressing del ministero dell’Economia e delle otto banche d’affari che hanno dato la disponibilità a garantire l’aumento di capitale per il quale stanno riscontrando non poche difficoltà nel collocare l’intero ammontare sul mercato.

A lavoro c’è inanzitutto il tandem Jp Morgan, per il quale starebbero lavorando in prima linea Andrea Colombo, Guido Nola e Alberto Barbarisi, con l’ex ministro Vittorio Grilli oggi capo della divisione Corporate and Investment Banking per Europa, Medio Oriente e Africa del colosso Usa sullo sfondo, e Mediobanca con il capo del team di Financial Institutions, Francesco Canzonieri.

L’avvicendamento al vertice servirebbe dunque per dare un segnale di discontinuità rispetto al passato e sul quale sia la banca e sia Viola hanno convenuto, come spiega una nota del gruppo. Le parti sono già al lavoro per definire un’ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto. Viola manterrà comunque le proprie funzioni “fino alla nomina del suo successore, assicurando il proprio supporto per il tempo necessario”.

Nel frattempo il cda sarebbe già a lavoro nella ricerca di un sostituto e avrebbe intenzione di convocare già domenica un cda straordinario proprio per la nomina del nuovo amministratore delegato. Di tempo, d’altronde, ce n’è poco. La banca senese è infatti alle prese con l’elaborazione del piano industriale, l’aumento di capitale, che molto probabilmente sarà spostato al 2017, e la cartolarizzazione di 10 miliardi di sofferenze e non può permettersi di lasciare vacante la posizione di vertice.

Fra i possibili candidati ci sarebbero già i primi nomi. In particolare spicca quello di Marco Morelli responsabile di Merrill Lynch in Italia ed ex vice direttore generale di Mps dal 2006 al 2010, il quale sarebbe gradito a Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, l’associazione delle fondazioni che hanno investito mezzo miliardo di euro nel fondo Atlante.

 In lizza, ci sarebbero anche altri due top manager bancari italiani. Circolano i nomi di Giampiero Maioli, numero uno di Cariparma-Credit Agricole, che però sarebbe non disponibile, e di Roberto Nicastro, presidente delle quattro good banks salvate. Fuori dai giochi sembra invece Corrado Passera, che nei mesi scorsi aveva presentato insieme a Ubs un piano di salvataggio per Mps alternativo a quello attuale.

A lavoro sul dossier ci sarebbe comunque in prima linea il presidente di Mps Massimo Tononi assieme ai cacciatori di teste di Egon Zhender. 

 

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Noemi

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