Svolta retail per i private market. Lo certifica State Street
L’84% degli asset manager e wealth manager offre già, o prevede di offrire, strategie sui mercati privati agli investitori individuali, segnalando un passaggio da ambizione di lungo periodo a componente centrale della strategia di settore. Tuttavia, le aspettative sulla velocità di questa transizione si sono ridimensionate: il 43% delle organizzazioni prevede ora che i veicoli rivolti agli investitori individuali rappresenteranno almeno la metà della raccolta nei prossimi tre anni, in calo rispetto al 56% rilevato nell’edizione precedente dello studio.
Lo certifica la quinta edizione dello studio annuale sui mercati privati di State Street, intitolato “Resilience meets opportunity”, basato su interviste a 480 dirigenti senior del settore in America, Emea e Apac, condotte tra marzo e aprile 2026.
Domanda resiliente, nonostante la volatilità
La domanda è trainata principalmente dalla diversificazione (35%) e dal potenziale di rendimento (27%), seguiti dall’accesso a temi di investimento chiave (16%) e dalle raccomandazioni dei consulenti finanziari (15%). Sul fronte distributivo, le piattaforme di wealth management sono considerate il canale privilegiato per l’accesso ai mercati privati, mentre le strutture a contribuzione definita restano per la maggior parte delle società un percorso secondario.
Quasi otto intervistati su dieci citano la gestione della liquidità come sfida principale, con specifici punti di pressione che includono la gestione dei rimborsi, la previsione dei flussi di cassa e gli stress test sulla liquidità. Anche gli oneri di compliance, reporting e servicing degli investitori sono in aumento, man mano che le società si espandono oltre la base clienti istituzionale.
Nonostante l’incertezza geopolitica, le pressioni inflazionistiche e la volatilità dei mercati, la domanda di private asset si conferma solida: solo il 7% delle società intervistate prevede di ridurre le proprie allocazioni, mentre la metà intende aumentarle. Il private equity rimane la strategia più gettonata, con il 48% dei rispondenti che pianifica incrementi, seguito dal private credit (39%) e dalle infrastrutture e dal real estate (entrambi al 29%).
Sul fronte tematico, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture per l’AI si collocano al primo posto tra le aree di investimento a livello globale, con una presenza marginale di altri temi emergenti come la difesa o la blockchain. Il vantaggio competitivo si sta spostando verso le società in grado di offrire framework di liquidità rapidi, trasparenza e performance su larga scala, sia agli investitori istituzionali sia a quelli individuali.
I veicoli preferiti e il ruolo degli ETF
Le preferenze sui veicoli di investimento variano per geografia e orizzonte temporale. Nel breve periodo, i rispondenti europei privilegiano i fondi semi-liquidi regolamentati — gli European Long-Term Investment Funds (Eltif) nell’Unione Europea e i Long-Term Asset Funds (LTAF) nel Regno Unito — con il 41% delle organizzazioni della regione che li indica come i veicoli più efficaci per attrarre masse nei prossimi uno-due anni. Sul lungo periodo, invece, gli ETF emergono come il principale strumento per offrire esposizione ai mercati privati agli investitori individuali a livello globale, con i fondi semi-liquidi che perdono terreno.
I commenti
Secondo Joerg Ambrosius, presidente di Investment Services di State Street, “la storia dei mercati privati è definita da un lato dalla resilienza e dall’altro dalla reinvenzione. La domanda rimane forte, ma offrire i mercati privati su larga scala a una base di investitori più ampia sta ridefinendo in modo fondamentale il funzionamento del settore. Il successo dipenderà da chi sarà in grado di gestire la complessità e offrire risultati coerenti a una platea di clienti molto più ampia.”
Donna Milrod, chief product officer di State Street, sottolinea: “Anche in un contesto più incerto, i mercati privati sono sempre più il luogo in cui gli investitori accedono ai più importanti temi di crescita di lungo periodo, rappresentando una fonte critica di rendimenti e diversificazione. AI, infrastrutture e altre opportunità strutturali stanno rafforzando il ruolo dell’asset class come allocazione centrale di portafoglio. Le società dovranno continuare ad adattarsi per soddisfare la domanda proveniente da una gamma più ampia di investitori.”
Scott Carpenter, global head of alternatives di State Street e coautore del report insieme a Jesse Cole, head of private markets product, e James Redgrave, vice president di Global Thought Leadership, evidenzia: “La democratizzazione sta alzando l’asticella rispetto al modo in cui i mercati privati vengono strutturati e supportati. Offrire queste strategie su larga scala richiede più della semplice innovazione di prodotto. Richiede infrastrutture, dati e capacità operative per garantire trasparenza, gestire la liquidità e soddisfare le aspettative di una base di investitori molto diversa.”