Accordo Italia- Ue sugli npl: così funzionerà la garanzia statale

Un passo in avanti è stato fatto. E per farlo ci sono volute oltre cinque ore di trattativa, durata fino alle 22, tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (nella foto) e la commissaria alla Concorrenza Ue Margrethe Vestager.

La bad bank di sistema per alleggerire i bilanci delle banche italiane da circa 200 miliardi di euro di sofferenze, alla fine, si farà. Ma non sarà una vera e propria “banca cattiva”, sarà piuttosto «un meccanismo di garanzia» pubblica per la cartolarizzazione delle sofferenze bancarie.

In pratica, ai singoli veicoli pensati da ogni banca e preposti allo smaltimento delle sofferenze, quindi bad bank «separate e gestite individualmente», ha sottolineato Vestager, saranno vendute garanzie pubbliche, finanziate dal Tesoro e con la Cassa depositi e prestiti in veste di “agenzia”, il cui valore «dipenderà dal prezzo di mercato, perché queste non devono costituire aiuto di Stato».

Il meccanismo ha come obiettivo quello di agevolare il trasferimento e la cartolarizzazione delle sofferenze per alleggerire i bilanci creditizi. Infatti la garanzia statale sarà offerta solo alle tranche senior, avrà un prezzo incentivante per i primi tre anni per poi crescere nel tempo. E comunque sarà concessa solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all’investment grade, da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce.

Il prezzo della garanzia, dice il Mef, «sarà calcolato prendendo come riferimento i prezzi dei Cds degli emittenti italiani con un livello di rischio corrispondente a quello dei titoli garantiti» e, come detto, «sarà crescente nel tempo, sia per tenere conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata delle note, sia per introdurre nello schema un forte incentivo a recuperare velocemente i crediti».

Nel dettaglio, per i primi tre anni il prezzo sarà «calcolato come media del mid price dei Cds a tre anni per gli emittenti con rating corrispondente a quello delle tranche garantite. Al quarto e quinto anno il prezzo aumenterà in conseguenza dell’applicazione di un primo step up (Cds a 5 anni) e del pagamento di una maggiorazione incentivante, a compensazione del minore tasso pagato per i primi 3 anni. Dal sesto anno in avanti il prezzo della garanzia sarà pieno (Cds a 7 anni)». Poi, per il sesto e settimo anno «sarà anche dovuta una ulteriore maggiorazione incentivante, a compensazione del minore tasso pagato per i primi 5 anni».

«È uno strumento che completa la scatola degli attrezzi per gestire i crediti in sofferenza», ha detto il ministro dell’Economia, mentre Vestager ha definito l’accordo «un passo importante per sostenere le banche italiane nella gestione dei loro crediti non esigibili. Assieme alle altre riforme avviate dalle autorità italiane , dovrebbe ulteriormente migliorare l’abilità delle banche a finanziare l’economia reale e a guidare la crescita economica». E di liberarsi una volta per tutte delle sofferenze che secondo l’Autorità bancaria europea pesano per il 17% del totale dei crediti concessi dagli istituti italiani (rispetto al 7% in Spagna, al 4% in Francia, al 3% in Germania).

L’intesa prevede inoltre che Bruxelles monitori l’applicazione dell’intesa attraverso una entità terza indipendente.

 

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