mercoledì 17 lug 2019
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Banca Ifis, esce l’ad Giovanni Bossi, al suo posto Colombini

Banca Ifis, esce l’ad Giovanni Bossi, al suo posto Colombini

 Ribaltone nella governance di Banca Ifis. Nella giornata di venerdì, infatti, in un breve comunicato stampa, l’azionista di maggioranza La Scogliera (50,1% del capitale), con il presidente Sebastien Egon Fürstenberg, ha annunciato che non confermerà Giovanni Bossi nella carica di amministratore delegato nella prossima assemblea prevista per il 19 aprile.
Al suo posto, come comunicato da Ifis a mercati chiusi, è in arrivo Luciano Colombini (nella foto), attuale ad del gruppo Banca Finint. In precedenza, Colombini ha iniziato la sua carriera professionale presso il Banco di Roma, prima di essere assunto, nel 1984, in Banca Popolare di Vicenza, dove ha rivestito per oltre vent’anni ruoli di crescente responsabilità, fino alla nomina a direttore generale nel 2005. Dal 2007 al 2016 ha altresì ricoperto il ruolo di Direttore Generale in Banca Popolare di Verona San Geminiano e San Prospero (Banco Popolare, oggi Banco Bpm), Unipol  Banca, e Banco Desio e  della Brianza.
Nel dettaglio, il comunicato spiega che Bossi “ha ricevuto una comunicazione personale a lui indirizzata a mani dal Presidente de La Scogliera Sebastien Egon Fürstenberg con la quale quest’ultimo, confermandogli l’apprezzamento per il lavoro svolto in tanti anni di guida della Banca quale Amministratore Delegato, gli ha voluto anticipare la decisione del socio di maggioranza di non presentarlo nella lista in corso di definizione che sarà depositata in vista dell’Assemblea chiamata a rinnovare il Cda della Banca”.
Finisce così il percorso di Bossi dopo 24 anni alla guida della banca – e con in mano il 3,45% della stessa Ifis, un lasso di tempo in cui l’amministratore delegato ha impresso una forte direzione prima, nel 2011, nell’acquisto di titoli di Stato italiani ai minimi e successivamente nel business dei non performing loans poi arrotondato con altre attività derivanti dall’acquisizione di Ge Capital Interbanca per 2 miliardi di euro nel 2016.
Nei giorni scorsi erano arrivati anche i conti dell’esercizio 2018. L’istituto ha riportato un utile netto di 146,8 milioni, in calo del 18,8% rispetto ai 180,8 del 2017 per via di alcuni accantonamenti, un margine di intermediazione consolidato di 576,5 milioni di euro (+9,7% dal 2017) e  un dividendo lordo unitario in crescita del 5% pari a 1,05 euro per azione, il massimo di tutti i tempi per l’istituto fondato nel 1983 da Sebastien Egon Fürstenberg, figlio di Clara Agnelli e Tassillo Fürstenber, e nipote di Gianni Agnelli.
La scelta dell’azionista di maggioranza non sembra dunque legata ai numeri del gruppo, che conta 1.700 dipendenti. Per gli analisti di Mediobanca Securities, la separazione da Bossi potrebbe essere legata a visioni diverse sulla riorganizzazione, in particolare sulle misure da adottare per evitare le penalizzazioni sul capitale regolatorio causate dalla presenza della holding La Scogliera, per la quale si prospettava una fusione con Ifis poi accantonata.
La Scogliera, nel frattempo, ha indicato le linee guida dell’azione del nuovo management nei prossimi tre anni: consolidamento delle acquisizioni effettuate e focus sul core business dei crediti deteriorati, sviluppo internazionale, attenzione alle nuove tecnologie a supporto del business e ottimizzazione della struttura dei costi.
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