Banca Ifis, si dimette il ceo Geertman. Lo sostituisce Zingone

Ieri Frederik Geertman si è dimesso dalle cariche di consigliere e amministratore delegato di Banca Ifis. Che contestualmente, in occasione del Cda, ha deliberato all’unanimità la cooptazione di Raffaele Zingone (in foto) quale consigliere non indipendente e la sua nomina ad amministratore delegato della banca, con efficacia immediata e fino alla prossima riunione assembleare.

Chi è Raffaele Zingone

Raffaele Zingone vanta un’esperienza ventennale in Banca Ifis, dove ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità e contribuito fattivamente alla crescita del Gruppo. In qualità di amministratore delegato di Illimity Bank dal 2026, Zingone ha guidato con successo il rilancio del business della società e il processo di integrazione nel Gruppo Ifis, oltre all’ingresso nel mercato private, con il brand Fürstenberg. Dal 2021 Zingone è stato, inoltre, condirettore generale e chief commercial officer del Gruppo.

La fusione con Illimity Bank

Il cambio di ceo di Banca Ifis è avvenuto il giorno successivo al provvedimento di Banca d’Italia – pieno e incondizionato – di autorizzazione alla fusione per incorporazione di Illimity Bank. L’operazione di integrazione sarà pertanto completata entro l’esercizio in corso in linea con quanto già annunciato, con l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite (DTA) e conferma del conseguimento delle ulteriori sinergie previste a regime di 75 milioni di euro annui a partire dal 2027.

I rilievi di Banca d’Italia

Sempre il 23 settembre scorso Banca Ifis ha reso noto di aver ricevuto il rapporto ispettivo relativo agli accertamenti a spettro esteso condotti da Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026, conclusi con giudizio parzialmente sfavorevole e rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili AML, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.

L’Autorità ha richiesto l’adozione di un piano di intervento AML e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale, la cui implementazione non inficia la prosecuzione delle avviate attività di cessione dell’intero business Npl avviata lo scorso giugno e di trasformazione in banca universale a servizio di imprese, imprenditori e famiglie.

Le attività richieste nel piano di rimedio prudenziale includono la riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di Gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, NPL e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio ICT, e di sicurezza operativa.

È stato inoltre comunicato l’avvio del procedimento relativo alla determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi, che si concluderà nel termine massimo di 90 giorni e con facoltà per la banca di presentare memorie e documenti entro 45 giorni. Gli esiti di tale procedimento saranno comunicati al mercato in conformità alla normativa vigente e applicabile. Infine, è stato notificato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei soli confronti della banca, che tutelerà la propria posizione nei termini e con le modalità previste dalla normativa vigente.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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