mercoledì 28 ott 2020
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Bc Partners con Pwc entra in Ima. Obiettivo il delisting

Bc Partners con Pwc entra in Ima. Obiettivo il delisting

Bc Partners, affiancata da PwC Deals, conquista Ima, azienda attiva nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il confezionamento di prodotti farmaceutici, alimentari, bevande e cosmetici.

PwC Deals ha assistito Bc Partner, in qualità di advisor finanziario con un team coordinato dal Partner Giovanni Tinuper e composto dall’Associate Partner Vincenzo di Fani e il Director Domenico Creanza.

Il fondo guidato da Stefano Ferraresi (nella foto) e la famiglia Vacchi, proprietaria dell’azienda, hanno raggiunto un accordo che prevede l’acquisizione, da parte di Bc Partners, del 20% di Sofima (Società Finanziaria Macchine Automatiche Ima), cassaforte della famiglia Vacchi che detiene il 51,6% del capitale e il 67% dei diritti di voto di Ima, a un prezzo che non è stato comunicato. Successivamente la società, insieme agli azionisti venditori e Bc Partners, dovrà promuovere un’opa sulle azioni residue di Ima (attualmente il 48,4% del capitale), al prezzo di 68 euro per azione (incluso il dividendo), che rappresenta un premio del 26,3% e del 20,8% rispettivamente rispetto alla media del prezzo dell’azione dell’ultimo mese e degli ultimi 6 mesi.

Il prezzo di acquisto di quel 20% e il nome degli azionisti venditori non sono stati comunicati, ma al prezzo in borsa di ieri 29 luglio la quota del 20% della holding, corrispondente al 10,32% della quotata, valeva circa 300 milioni di euro.

L’opa è finalizzata al delisting di Ima – che potrà essere ottenuto anche attraverso la fusione di quest’ultima con il veicolo che lancerà l’opa – con Bc Partners che avrà una significativa rappresentanza e diritti di governance e potrebbe aumentare la sua quota in Sofima fino al 45% circa, mentre gli attuali azionisti terranno il 55% del capitale.

L’operazione si basa su un equity value di Ima di 2,93 miliardi di euro e sarà finanziata da JP Morgan, Bnp Paribas, Unicredit Corporate & Investment Banking, Mediobanca e Morgan Stanley.

Fondata nel 1961, Ima conta circa 6.200 dipendenti, di cui 2.400 all’estero nei suoi 45 stabilimenti in Italia, Germania, Svizzera, Regno, Usa, India, Malesia, Cina e Argentina. La società è quotata alla Borsa di Milano dal 1995 e sul segmento Star dal 2001. I dati preliminari, oggetto di revisione da parte di Ey e che saranno approvati dal consiglio di amministrazione il prossimo 5 agosto, evidenziano ricavi pari a 636,4 milioni di euro (da 694 milioni al 30 giugno 2019 e 1,6 miliardi circa in tutto il 2019), un ebitda rettificato di 78,1 milioni (da 92,3 milioni nel semestre 2019 e 281 milioni in tutto l’anno), un indebitamento finanziario netto di 667,1 milioni (da 377,3 milioni nel semestre e 637,1 milioni a fine 2019) e un portafoglio ordini di 914,6 milioni (da 985,5 milioni). Per il 2021 sono previsti ricavi di 1.570-1.758 milioni, un ebitda di 254-312 milioni. Nel 2022 sono attesi ricavi per 1.659-1.818 milioni e un ebitda di 293-348 milioni.

 

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