Bim chiude la vendita della controllata svizzera

Banca Intermobiliare (Bim) chiude ufficialmente la vendita del 100% del capitale di Bim Suisse a Banca Zarattini & Co. il a un prezzo provvisorio pari a 40,4 milioni di franchi svizzeri, compresa anche la totalità del capitale azionario di Patio Lugano per Chf 15,05 mln. A livello consolidato, l’operazione determina un beneficio sul Cet 1 di BIM stimabile in 47 bps

Nell’operazione, Rothschild ha affiancato la parte venditrice con un team composto dal’head of fig Fabio Palazzo Alessandro Fustinoni mentre Banca Zarattini & Co. è stata assistita nell’operazione dallo Studio Associato Renne & Partners (Varese e Milano) in qualità di advisor finanziario.

Si chiude così un primo capitolo per il gruppo guidato da Giorgio Girelli (nella foto), il quale è al momento alle prese con un’altra più grande partita, quella del passaggio a uno tra il fondo inglese Attestor Capital e il riassicuratore Barents Re. Scadono infatti oggi 20 ottobre i termini per Attestor Capital, la cui offerta era stata selezionata dai liquidatori Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola (l’ex ceo) e dall’advisor Lazard – con un team composto da Massimo Pappone (Managing Director) e Antonio Ruozi (Director) insieme a Giacomo Giocoladelli, Caterina Crociata e Chen Chengxue –  per trovare un accordo per acquisire il controllo di Bimche fa capo per il 71,4% a Veneto Banca.

Nel frattempo, però, il riassicuratore rappresentato in Italia da Giancarlo Innocenzi Botti, ex sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi II — sembra essere pronto a impugnare l’operazione davanti al Tar del Lazio dopo aver presentato a Tesoro, Bankitalia, Consob, liquidatori, Corte dei Conti e Bce un’istanza in cui chiede l’accesso agli atti per poi il ricorso. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, per Barents Re il procedimento di cessione, seppure partito prima del default di Veneto Banca, si sarebbe dovuto concretizzare con una procedura “aperta concorrenziale, non discriminatoria dell’offerta d’acquisto” perché nel frattempo la banca è stata salvata grazie all’intervento di soldi pubblici.

Barents metterebbe l’accento su presunti “vizi di legittimità’”; la fase del negoziato avrebbe infatti seguito un iter privatistico nonostante sia intervenuta “un’ingerenza pubblica” sotto forma dell’aiuto di Stato a imprimere una diversa connotazione. Una tesi che però per chi vende non regge, considerando l’intervento privato da parte di Intesa Sanpaolo  nel salvataggio delle banca venete. Inoltre Barents rivendicherebbe che la sua offerta — si parla di circa cento milioni — sarebbe più alta di quella di Attestor, che però sarebbe stata preferita anche dalle autorità di controllo, Bankitalia e Bce, per le maggiori garanzie offerte e per l’esperienza già maturata dal fondo nel salvataggio di istituzioni finanziarie in Europa. Resta da capire ora se entro oggi si riuscirà a trovare il nuovo proprietario per la banca.

 

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Noemi

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