domenica 27 set 2020
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Borsa Italiana, Cdp ed Euronext confermano offerta. La presentazione slitta al 14 settembre

Borsa Italiana, Cdp ed Euronext confermano offerta. La presentazione slitta al 14 settembre

Cdp ed Euronext confermano di voler presentare un’offerta per Mts e Borsa Italiana. Ma la presentazione delle proposte non vincolanti a London Stock Exchange Group (Lseg) slitta a lunedì 14 settembre.

Attraverso una nota, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo (nella foto) ha reso noto che i cda di Cdp e Cdp Equity hanno deliberato ieri di procedere, congiuntamente con Euronext, alla presentazione di un’offerta non vincolante per Borsa Italiana.

Con un comunicato separato, Euronext conferma “di essere attualmente in discussione con Cassa Depositi e prestiti per presentare un’offerta a Lseg per l’acquisizione delle attività e degli asset operativi chiave di borsa italiana”. Il gruppo guidato in Italia da Massimo Vecchio aggiunge che “ulteriori annunci saranno fatti se e quando sara’ appropriato”.

Ricordiamo che, nel processo, Cdp ed Euronex sono affiancate come advisor finanziari da Mediobanca e JP Morgan.

Secondo quanto riferiscono diverse fonti vicine alla situazione, la presentazione delle offerte non vincolanti per Mts e Borsa Italiana, inizialmente fissata per oggi, è stata spostata a lunedì 14 settembre.

Sul tavolo di Goldman Sachs e Morgan Stanley, advisor di Lseg, oltre a quella di Cdp-Euronext, sono attese le offerte di Deutsche Boerse, con Citigroup come advisor finanziario, e di Six, che può contare sulla consulenza di un team di Credit Suisse guidato da Guido Banti, co-head investment banking che segue le financial institutions.

Una fonte vicina al gruppo elvetico dice che Six “è assolutamente convinta” di poter presentare una proposta allettante per Borsa Italiana, mettendo sul piatto “il modello federativo già applicato per Madrid” e facendo leva sul fatto di essere “una società non quotata, controllata dagli operatori”, quindi di agire nel loro interesse, “senza l’ossessione dei margini”.

L’altro giorno il ministro dell’Economia italiano, Roberto Gualtieri, ha pubblicato una nota da cui traspariva una preferenza per la soluzione Cdp-Euronext.

A Gualtieri ha replicato Massimo Ungaro, capogruppo di Italia Viva in VI Commissione Finanze alla Camera: “La vendita di Borsa Italiana da parte del London Stock Exchange è una transazione fra privati a condizioni di mercato”, ha affermato, “Detto questo, proprio per il carattere economico-strategico dell’operazione, il governo potrà orientare l’operazione tramite i poteri speciali, cosiddetta golden power. Occorre guardare oltre le questioni di governance, assetto proprietario o nazionalità del possibile acquirente e assicurare invece la massima tutela degli interessi di investitori, intermediari, aziende quotate o che intendono quotarsi, specie quelle minori”.

Ungari ha aggiunto che “il governo deve tenere conto anche di altri aspetti essenziali nella valutazione delle offerte in arrivo da parte di Euronext-Cdp,  Deutsche Boerse e Six, come le prospettive di investimenti per l’innovazione tecnologica,  la solidità finanziaria dell’acquirente, la facilità di attirare ed eseguire offerte pubbliche iniziali, garanzie in merito ai costi che dovranno sostenere gli intermediari per accedere ai servizi e ai dati di cui Borsa è monopolista e infine le prospettive di sviluppo del mercato locale. Usando questi parametri non credo si possa considerare l’esperienza di Borsa Italiana all’interno del gruppo Lseg come del tutto positiva. Dopo tredici anni, proviamo a non ripetere lo stesso errore”.
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