lunedì 23 set 2019
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Capital For Progress 2 sceglie la target, è ABK Group

Capital For Progress 2 sceglie la target, è ABK Group

Capital For Progress 2, la seconda Spac promossa da Massimo Capuano (ex amministratore delegato di Borsa Italiana e di Centrobanca, nella foto), Antonio Perricone (ex managing partner di B&S Private Equity e consigliere di Amber Capital), Marco Fumagalli (per oltre un decennio a capo del Capital Markets di Centrobanca), Alessandra Bianchi (analista presso Amber Capital), e Bruno Gattai, managing partner dello Studio Legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, trova la sua target in ABK Group Industrie Ceramiche.

Fondata nel 1992, ABK produce e commercializza pavimenti e rivestimenti ceramici e conta due principali stabilimenti a Solignano e a Finale Emilia, entrambi in provincia di Modena, con una capacità produttiva di oltre 7,2 milioni di metri quadri annui.

L’azienda ha chiuso il 2017 con 115,4 milioni di euro di ricavi (dai 103,6 milioni del 2016), di cui il 68% all’estero, con un ebitda di 18,7 milioni, un utile netto di 12,6 milioni e un debito finanziario netto di 8,1 milioni.

Successivamente all’approvazione della business combination da parte delle assemblee di ABK e di CFP2, previste entro la prima settimana di ottobre, ABK sarà fusa per incorporazione in CFP2, che ne assumerà la denominazione e approderà così in Borsa. La spac si era quotata all’Aim Italia nell’agosto 2017, dopo aver raccolto dagli investitori 65 milioni di euro. Un terzo di queste risorse di CFP2 sarà dedicato all’acquisto di azioni dagli attuali soci di ABK, sulla base di un equity value della società di 124 milioni di euro, mentre la residua liquidità servirà allo sviluppo dei progetti di ABK, per linee interne ed esterne.

In assenza di recessi, le tre famiglie attuali azioniste di ABK manterranno post fusione una quota del 61,3% del capitale, mentre nel caso di recessi massimi (30% meno un’azione di CFP2) tale quota sarà del 70,4%. È inoltre previsto che CFP2 assegni 3 warrant ogni 10 azioni ordinarie della società post-fusione ai soci non recedenti.

Nell’operazione Intermonte Sim ha agito quale global coordinator nel collocamento di CFP2 mentre Ubi Banca agisce quale Nomad e Specialist di CFP2.

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