giovedì 28 mag 2020
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Cdp, 1,4 miliardi a enti locali da rinegoziazione prestiti, 2 miliardi alle grandi imprese

Cdp, 1,4 miliardi a enti locali da rinegoziazione prestiti, 2 miliardi alle grandi imprese

Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) conferma di essere uno dei pilastri che sostengono i soggetti, a partire dalle imprese, che rischiano di uscire fortemente indeboliti dalla crisi economica innescata dalla diffusione del coronavirus Covid-19.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Fabrizio Palermo e dal presidente Giovanni Gorno Tempini (nella foto), si legge in un comunicato, ha approvato una serie di interventi. A 7.200 enti territoriali arriveranno 1,4 miliardi di euro dalla rinegoziazione di 135mila prestiti, per un ammontare di 34 miliardi.  Con questa operazione, recita la nota, “considerata la straordinarietà della fase che il Paese sta vivendo e l’eccezionalità della misura approvata oggi, Cdp testimonia la disponibilità a rispondere a un’esigenza avanzata dalle associazioni rappresentative degli enti territoriali, confermando il legame storico con i territori e il suo ruolo di partner chiave della pubblica amministrazione”.

Altra misura vara dal cda della Cassa è una nuova linea di operatività, che consente il finanziamento fino a 2 miliardi di euro a supporto dei fabbisogni finanziari delle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) per esigenze temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante e sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.

L’erogazione dei fondi “potrà avvenire anche in pool con altre istituzioni finanziarie, mediante finanziamenti con quota di Cdp di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi”.

Il gruppo ricorda di aver varato nelle scorse settimane interventi da 17 miliardi a sostegno dell’economia.

I conti
Contestualmente all’approvazione delle nuove misure per affrontare le conseguenze economiche della pandemia, Cdp ha approvato il bilancio 2019, archiviato con risorse mobilitate per 34,6 miliardi di euro e un utile netto consolidato di 3,4 miliardi di euro.

La Cassa ha chiuso l’anno scorso con un totale attivo consolidato di 448,7 miliardi e un patrimonio netto consolidato di 36,1 miliardi.

Cassa spa ha realizzato un utile netto di 2,7 miliardi, in crescita dell’8%, con un totale attivo di 386 miliardi, costituito principalmente da disponibilità liquide per 171 miliardi e crediti verso clientela e banche per 101 miliardi. Balza la raccolta postale, si legge in una nota, con la migliore performance di raccolta netta degli ultimi 5 anni (+3,4 miliardi).

Cdp ha mobilitato 24,9 miliardi per le imprese attraverso finanziamenti, investimenti e garanzie a favore di oltre 20mila aziende. A infrastrutture, pubblica amministrazione e territorio sono stati mobilitati 9,3 miliardi e finanziati oltre 1.200 enti. Per il supporto alla cooperazione internazionale allo sviluppo, Cdp ha mobilitato nel 2019 oltre 400 milioni, facendo leva per la prima volta anche su risorse proprie.

La raccolta complessiva di Cdp è a quota 356 miliardi, di cui 265 miliardi da buoni fruttiferi e libretti postali. Il salto della raccolta postale viene spiegato anche con il restyling dei Buoni fruttiferi postali cartacei e con la forte crescita delle vendite sul canale online (+1,2 miliardi rispetto al 2018) e del numero di libretti abilitati a operare online, circa 1 milione rispetto ai 300mila a fine 2018.

 

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