Cellularline verso la fusione con la spac Crescita

La spac Crescita, assistita da Deloitte, Ey, Bain & Company, integra la sua target. Si tratta di Cellularline, società controllata dal gruppo Cellular e da Ginetta spa e attiva nello sviluppo e vendita di accessori per smartphone e tablet, assistita da Rothschild, Ethica Corporate Finance ed Electa Italia, con la quale il veicolo – promosso nel marzo del 2017 da Massimo Armanini, Cristian D’Ippolito, Marco Drago, Carlo Moser, Antonio Tazartes e Alberto Toffoletto, attraverso Crescita Holding S.r.l., e DeA Capital – procederà alla business combination.

Rothschild è stato advisor del Gruppo Cellular con il team composto da Irving Bellotti (nella foto), managing director; Giulio Fanton, Assistant Director; Valerio Leone , Associate; Davide Fabbri, Analyst.

Per Ethica hanno lavorato il managing partner Cosimo Vitola e Stefano Pastore.

Electa Italia ha assistito in particolare l’azionista L Catterton con un team coordinato da Daniela Daghi.

Nell’operazione Banca IMI agisce quale Nomad e Specialist di Crescita.

Cellular Italia è oggi controllata al 100% da Ginetta, società holding partecipata dagli esponenti delle famiglie fondatrici Aleotti e Foglio e dai fondi di private equity L Catterton, Motion e Dvr Capital. Successivamente alle assemblee previste nelle prossime settimane e nel rispetto delle condizioni contenute nell’accordo raggiunto, Ginetta e Cellular Italia saranno incorporate in Crescita, la quale, con il nuovo nome di Cellularline, resterà quotata su AIM Italia, con l’obiettivo di transitare successivamente all’Mta di Borsa Italiana.

La liquidità di Crescita sarà in parte utilizzata per l’acquisizione di una partecipazione pari al 49,87% del capitale sociale di Ginetta dagli attuali azionisti di quest’ultima con un esborso complessivo pari a circa 80 milioni di euro e per il residuo, fino a circa 50 milioni per effetto della fusione andrà a finanziare lo sviluppo del gruppo Cellular.

A seguito della fusione, i fondatori, i fondi nonché alcuni manager manterranno una partecipazione rilevante nella società quotata risultante dalla fusione pari, rispettivamente, a circa il 13%, il 15% e circa il 9% per i manager, con lock-up dai 18 ai 36 mesi.

Al gruppo Cellular, ai fini del concambio, è stato attribuito un enterprise value di 244,4 milioni, corrispondente a un multiplo del margine operativo lordo 2016 adjusted di circa 6,3 volte che, tenuto conto dell’indebitamento finanziario netto normalizzato, convenzionalmente concordato tra le parti in circa 84 milioni, determina un equity value pari a 160,4 milioni.

In conseguenza di ciò, il flottante post fusione sarà pari a circa il 63% del capitale complessivo nell’ipotesi in cui non sia esercitato il diritto di recesso da alcuno dei soci di Crescita.

Le nuove risorse serviranno ad accelerare il processo di crescita della società sui mercati europei, all’ulteriore sviluppo della gamma prodotti, nonché alla espansione dei canali di vendita ad alta potenzialità di crescita, anche attraverso operazioni di acquisizione.

Il Gruppo Cellular ha la sede principale a Reggio Emilia, con filiali in Spagna e Svizzera, con una crescente presenza internazionale e conta circa 200 dipendenti. Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 del gruppo evidenzia un valore della produzione di 164,5 milioni, un EBITDA di 38,4 milioni e un indebitamento finanziario netto di 66,6 milioni  al 30 settembre 2017. Nel triennio 2014-2016 il valore della produzione del gruppo Cellular è cresciuto ad un tasso composto annuo del 6,9%, generando un cash flow operativo cumulato pari a 103,5 milioni e conseguendo una redditività operativa (EBITDA margin) stabile di circa il 23%.

Tenendo conto del periodo concesso ai creditori per l’opposizione alla fusione, il perfezionamento della Business Combination, subordinatamente al verificarsi di tutte le condizioni e in assenza di recessi, è atteso entro la fine di giugno.

Cellularline verso la fusione con la spac Crescita

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