Clessidra e Botter, insieme per una piattaforma del vino

Già da tempo il vino italiano è capace di attrarre investitori e amatori, con cronache di fusioni e acquisizioni che vanno avanti da anni tra i vigneti della Toscana, del Piemonte, del Veneto o della Sicilia. Un mercato di grande interesse che vale oggi circa 300 miliardi di euro e che è già entrato da qualche tempo nel mirino di grandi aziende, investitori privati, e oggi anche della finanza, con operazioni come quella recente di Campari che ha acquisito nel 2020 il 49% di Tannico, startup specializzata nella vendita di vino online che a maggio ha anche annunciato un aumento di capitale da 32 milioni di euro.

Nel settore del vino è sbarcato di recente anche il fondo Clessidra, e ha messo insieme due solide realtà: il leader del Prosecco Botter e Mondodelvino (con produzioni in Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sicilia) gettando le basi di un gruppo da oltre 300 milioni di fatturato.

Clessidra Private Equity Sgr ha fatto il suo debutto nel mondo del vino proprio con l’acquisizione di Botter (acquisendo la quota detenuta dalla famiglia Botter e dal fondo IdeA Taste of Italy, gestito da DeA Capital Alternative Funds Sgr) e, a poca distanza, è seguita l’acquisizione di una quota di maggioranza di Mondodelvino, importante gruppo vinicolo italiano considerato tra le eccellenze del settore, guidato dalla famiglia Martini.

Nel caso di Botter, però, non si è trattato di un mero passaggio di mano, ma di un passo in avanti per la realtà fondata nel 1928 a Fossalta di Piave da Carlo Botter.

Abbiamo chiesto ad Andrea Ottaviano, amministratore delegato di Clessidra Private Equity Sgr e Alessandro Botter, azionista e rappresentante della terza generazione della famiglia fondatrice della casa vinicola, come sta cambiando questo settore e quali scenari apre la loro unione.

Com’è cambiata Botter —  per generazioni azienda familiare —  già con l’ingresso nel 2017 del primo fondo di private equity e oggi con Clessidra, e come vedete il prossimo futuro?

Alessandro Botter (AB):L’azienda aveva iniziato un processo di managerializzazione che ha subito un’accelerazione e sta oggi proseguendo sempre di più con Clessidra. Il modello di business vero e proprio non ha subito stravolgimenti particolari, ma sta vivendo un percorso evolutivo con notevoli miglioramenti, soprattutto nelle analisi relative ai costi di produzione, ai mercati di vendita e all’organizzazione interna.

Cosa vi ha spinto a guardare a questo mercato e cosa avete visto in Botter?

Andrea Ottaviano (AO):Con questo progetto, crediamo di favorire un percorso di accelerazione e di cambiamento in linea con le esigenze del mercato internazionale, che oggi va nella direzione del consolidamento. I limiti del comparto sono infatti da sempre la frammentazione delle realtà produttrici e i modelli di vendita del prodotto.

In questa direzione, grazie al suo solido posizionamento e alla naturale capacità di sviluppo nei mercati esteri, Botter rappresenta l’azienda perfetta intorno a cui costruire un leader italiano del settore.

Per continuare a leggere l’intervista, clicca qui e scarica il numero di MAG

Clessidra e Botter, insieme per una piattaforma del vino

eleonora.fraschini@lcpublishinggroup.it

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