venerdì 17 ago 2018
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Costamagna lascia Cdp, si apre la partita del rinnovo dei vertici

Costamagna lascia Cdp, si apre la partita del rinnovo dei vertici

Finisce – prima del previsto – l’era Costamagna in Cassa depositi e prestiti.

A poche ore  dall’insediamento ufficiale del nuovo governo Movimento 5 Stelle – Lega, che dovrà nominare i nuovi vertici della società nell’assemblea degli azionisti slittata al 20 e 28 giugno rispettivamente in prima e seconda convocazione, Claudio Costamagna (nella foto) fino a ieri presidente di Cdp , ha comunicato la sua non disponibilità a proseguire con un secondo mandato.

«Considero un onore aver presieduto per questi tre anni un’istituzione chiamata a realizzare parte della politica industriale del nostro paese disegnata dal governo con il concorso dei soci privati delle fondazioni», ha scritto in una nota Costamagna, affermando di aver condiviso la decisione con il presidente dell’Acri e della Cariplo, Giuseppe Guzzetti. Il banchiere, dal canto suo, ha ringraziato «per l’ottimo lavoro svolto. Sotto la sua presidenza Cdp ha ulteriormente accresciuto la sua capacità di produrre reddito e di svolgere quella funzione di fondamentale volano dello sviluppo economico del paese e dei territori che la legge a essa assegna».

La palla è ora in mano alle fondazioni, azioniste della Cdp con una quota del 16% e aventi il diritto di esprimere il presidente. Stando ai primi rumors, queste avrebbero espresso il loro consenso su Massimo Tononi, ex Goldman Sachs ed ex presidente di Mps (oggi nel cda di Mediobanca), nonché sottosegretario all’Economia del secondo governo di Romano Prodi. Tononi, stando alle ultime notizie, avrebbe dato la sua disponibilità all’incarico.

Ma la partita è ancora aperta considerando anche l’altro fronte, quello della nomina dell’amministratore delegato, attualmente l’ex Bnl Fabio Gallia, che spetta invece al ministro dell’Economia Giovanni Tria. La rosa dei candidati al momento si sarebbe ridotta a due: il vice presidente della Bei, Dario Scannapieco, e il cfo Fabrizio Palermo, con l’altro papabile Fabio Valeri, capo italiano di Deutsche Bank, che in una nota stamane ha sottolineato di voler proseguire il suo impegno professionale nell’ambito del gruppo Deutsche Bank, in cui lavora da oltre 17 anni.

Secondo alcuni la nomina dell’ad si potrebbe intrecciare con quella del nuovo dg del ministero dell’Economia, dopo l’uscita di Vincenzo La Via e ciò non escluderebbe colpi di scena dell’ultima ora.

 

 

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