martedì 14 lug 2020
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Epipoli, un ponte tra marketing e fintech. In cantiere m&a e crescita internazionale

Epipoli, un ponte tra marketing e fintech. In cantiere m&a e crescita internazionale

Epipoli corre veloce. Nonostante l’Italia e gran parte del mondo si siano fermati per oltre due mesi, a causa della pandemia da coronavirus Covid-19, e soltanto da poco stiano riprovando a rimettersi moto, il gruppo attivo nel mercato nelle carte prepagate, nei sistemi di engagement e di couponing non può e non vuole stare con le mani in mano. Il ruolo di “ponte tra marketing e fintech” richiede un dinamismo e una velocità che nemmeno un virus possono bloccare.

Gaetano Giannetto (nella foto) ha fondato Epipoli vent’anni fa, prendendo il nome dal quartiere di Siracusa dove viveva Archimede. Partendo “dalla periferia dell’impero”, come racconta l’imprenditore, ha creato un gruppo che l’anno scorso ha realizzato un fatturato di circa 120 milioni, con un ebitda margin attorno al 4%, che conta “di arrivare a 200 milioni nell’arco dei prossimi 12-18 mesi”.

Il percorso che Giannetto immagina passa attraverso un’attività di m&a vivace: “Siamo in fase di due diligence con due aziende, una italiana e una internazionale. Prima dell’estate dovremmo chiudere”. L’imprenditore, ovviamente, non svela di più, ma pare che nei deal siano coinvolti gli studi legali DLA Piper e Baker McKenzie, nonché Kpmg sul fronte finanziario, mentre PwC è impegnata nella certificazione dei bilanci.

E Giannetto non esclude la quotazione su un mercato azionario: “Nel 2018 stavamo per quotarci su Euronext, avevamo già identificato gli advisor finanziari”. Però, alle porte di Siracusa ha bussato il fondo di private equity Bregal Milestone, a cui è stata ceduta una quota di minoranza (30%), un deal seguito come advisor finanziario da Inside Partner (Salvatore Bellomo). “Magari fra due-tre anni torneremo a valutazione la borsa o un’ulteriore apertura del capitale”, dice Giannetto.

Il fondo Bregal Milestone gestisce asset per 400 milioni di euro e fa capo all’operatore di private equity Bregal Investments. L’investimento di Epipoli è il primo in Italia, dopo gli investimenti fatti in Irlanda (Arkphire), Austria (Greenstorm) e Finlandia (Basware). Bregal Investments è una società di Cofra, gruppo con sede in Svizzera, che comprende anche un business retail globale (C&A) e un fondo di investimento di real estate (Redevco). Ad oggi Bregal Investments ha investito oltre 12 miliardi di euro.

L’attuale azionariato di Epipoli vede Giannetto al 53%, Bregal Milestone al 30% e Brennero srl al 17%.

DAL GAMING AI BUONI SPESA ALIMENTARI

Epipoli è un prepaid payment network con 250 partner in oltre 50mila punti vendita, di cui 5mila della grande distribuzione. Il gruppo raggiunge circa quattro milioni di consumatori. I dipendenti sono circa cento. Con il brand Groupalia è il primo operatore italiano di couponing, con 7mila merchant connessi e 2 milioni di utenti.

Nel 2019 ha introdotto la soluzione per abilitare il pagamento tramite AliPay e WeChat negli oltre 150 negozi dell’outlet Scalo Milano.

Espressioni come “prepaid payment network” e “soluzioni di engagement” possono risultare ostiche a chi non mastica pane e marketing. Giannetto traduce: “Aiutiamo le aziende a parlare e comprendere clienti e consumatori. Abbiamo sviluppato un sistema che ci permette di analizzare i dati relativi alle transazioni, così da comprendere le dinamiche di mercato”. Dal 2006, Epipoli ha aggiunto ai servizi offerte le Gift Card, che “consentono alle aziende di battere moneta”. Le Gift Card sono entrate nelle abitudini dei consumatori italiani da relativamente poco, ma, ricorda l’imprenditore, “negli Stati Uniti generano un volume di transazioni pari a 670 miliardi di dollari, ovvero quattro volte il fatturato annuo dell’industria alimentare in Italia”.

Lanciata la prima carta prepagata in Europa continentale, Epipoli ha virato sempre più verso il continente fintech, senza perdere il contatto dei piedi con il territorio d’origine, così da proporsi come ponte fra il marketing e la digitalizzazione dei servizi finanziari.

L’ingresso nel capitale di Bregal ha fornito la spinta per internazionalizzare il gruppo, accompagnando i clienti che richiedono servizi di Gift Card e tokenizzazione dei crediti. Per esempio, racconta Giannetto, “per un importante player dell’elettronica di consumo lanceremo una piattaforma di digitalizzazione su smartphone delle Gift Card”. E in rampa di lancio c’è anche “un marketplace per una challenger bank, che arricchirà l’offerta di servizi con contenuti di terze parti”.

La piattaforma proprietaria sviluppata da Epipoli, Highways, consente di modulare e personalizzare i servizi a seconda delle esigenze dei clienti, mettendo sul piatto soluzioni di gaming e di rewarding, per esempio. L’obiettivo è “rendere unica l’offerta, per far sì che l’home banking non sia commodity, consentendo di prenotare aerei e parchi divertimento, accedere a sconti”. I servizi “sono disegnati attorno al cliente, mettiamo a terra le aspettative del marketing”.

Dopo aver registrato una crescita organica del fatturato del 40% nel 2019, quest’anno sicuramente Epipoli risentirà dell’impatto del Covid-19. “Il mondo digitale va molto bene”, spiega Giannetto, “ma il mondo fisico si è fermato, i centri commerciali sono rimasti chiusi a lungo”. Nonostante tutto, “ci aspettiamo di chiudere il 2020 in crescita”.

Epipoli ha messo in campo una soluzione per dare una mano alle persone in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. “Abbiamo creato una carta, Buona Spesa, per consentire ai comuni di erogare i buoni alimentari. Può essere solo digitale, su smartphone, oppure presentarsi come una carta prepagata fisica”. Utilizzabile in migliaia di punti vendita, nelle farmacie e nelle parafarmacie, Buona Spesa è stata richiesta da circa cento comuni, a cui sono state erogate 50mila carte. “Non si tratta di un’operazione a fini di lucro”, aggiunge Giannetto, “di fatto ai comuni forniamo la carta sottocosto. Ma è un’opera di formazione ed evangelizzazione sui pagamenti digitali: fatta questa esperienza, gli enti locali sanno di poter contare su di noi per esigenze simili”. L’imprenditore auspica che per future attività si possa rafforzare il dialogo e la collaborazione tra istituzioni e società fintech come Epipoli, in quanto si sarebbe potuto facilitare il lavoro delle amministrazioni locali: i comuni sono stati lasciati soli nella ricerca di soluzioni per erogare ai cittadini i buoni spesa alimentari. A ogni modo, “il prodotto potrà tornare utile anche a livello di offerta ai corporate, perché in diversi settori le aziende devono erogare buoni ai dipendenti per premiare e incentivare che sono stati messi in cassa integrazione”.

Attualmente presente in sei Paesi, Epipoli si appresta a sbarcare in altri due. In rapida sequenza dovrebbero arrivare Croazia, Ungheria e Russia. E guarda oltre i confini dell’Europa, dove vuole “seguire i clienti importanti”. Una volta messo piede in un Paese al seguito di un cliente, “la strategia è cercare altre opportunità”.

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