venerdì 23 ago 2019
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FinecoBank verso la piena indipendenza da Unicredit

FinecoBank verso la piena indipendenza da Unicredit

Unicredit e FinecoBank preparano la separazione consensuale. La banca guidata da Jean Pierre Mustier (nella foto a dx) sta lavorando infatti a una “potenziale futura uscita” di FinecoBank dal gruppo attraverso una serie di azioni e procedure finalizzate a rendere la banca multicanale pienamente indipendente dal punto di vista operativo e che permetterà a Unicredit di “cogliere qualsiasi opportunità di mercato, anche nel breve termine, in relazione alla sua quota” nella banca digitale guidata da Alessandro Foti (nella foto a sx).

In una nota diffusa nel tardo pomeriggio, Unicredit ha specificato di aver avviato una procedura di accelerated bookbuilding rivolta a determinate categorie di investitori istituzionali riguardante il 17% circa del capitale sociale di FinecoBank.

A seguito della chiusura dell’Offerta, UniCredit – che attualmente detiene circa il 35% del capitale della società – deterrà una partecipazione di minoranza che sarà classificata come partecipazione finanziaria. L’Offerta aumenterà il flottante delle azioni Fineco sulla Borsa di Milano.  Per tale operazione, UniCredit si avvale di J.P. Morgan, UBS  e UniCredit Cib in qualità di Joint Bookrunners per l’Offerta.

UniCredit ha sottoscritto un impegno a non disporre delle azioni rimanenti di Fineco per un periodo di 120 giorni dalla data di regolamento dell’operazione. Durante tale periodo di lock-up, salve alcune eccezioni in linea con la prassi di mercato, UniCredit non potrà porre in essere nessun atto di disposizione delle azioni di Fineco senza il previo consenso dei Joint Bookrunners.

A oggi, come detto, Unicredit detiene circa il 35% di Fineco dopo aver venduto il 30% dopo l’arrivo di Mustier. Una quota che, spiega una nota, consente alla controllata “limitate sinergie” con il resto del gruppo. L’eventuale cessione non comporterebbe dunque per Fineco nessun impatto significativo sul profilo di capitale e della liquidità, né sulla sua redditività, così come non ci sarebbero implicazioni sul suo modello di business. Anzi, “con la completa indipendenza, Fineco sarebbe in grado di concentrarsi pienamente sul proprio sviluppo strategico e sulle proprie prospettive di crescita autonoma”, si legge nel comunicato.

Nel caso di uscita dal perimetro del gruppo Unicredit, si legge, il leverage ratio di Fineco sarà vicino al 3% su base pro forma e potrà essere ulteriormente rafforzato attraverso la possibile emissione, nei mesi successivi, di titoli qualificabili come capitale aggiuntivo di classe 1 per un importo fino a 200 milioni.

 Nel dettaglio dell’accordo, Unicredit concederà delle garanzie finanziarie (collateral) a favore di Fineco, che detiene circa 8,3 miliardi di euro di obbligazioni della banca di Piazza Gae Aulenti in scadenza nel 2024, al fine di neutralizzare la sua esposizione al rischio di credito.

Come annunciato da Fineco al mercato al momento della presentazione dei risultati 2017 il 6 febbraio 2018 – e nelle successive presentazioni di mercato – Fineco ha progressivamente sostituito le obbligazioni Unicredit a scadenza con un portafoglio di titoli di stato ampiamente diversificato. Il portafoglio di obbligazioni UniCredit detenute da Fineco è diminuito di 3,5 miliardi di euro dal 1T2017 al 1T2019 e scadrà completamente entro il 2024.

Unicredit e Fineco hanno anche convenuto che, in caso di una eventuale futura uscita dal gruppo, Fineco potrà continuare a usare determinate denominazioni e marchi figurativi contenenti il termine “Fineco” di proprietà di Unicredit. Il nuovo accordo proseguirà alle condizioni attuali – per consentire a Fineco di continuare a utilizzare il suo marchio distintivo – e includerà l’opzione per Fineco di acquistare il marchio in futuro (sulla base di una serie di finestre di esercizio dell’opzione di acquisto stabilite fino al 2032).

Unicredit continuerà inoltre a fornire determinati servizi a Fineco per un determinato periodo di tempo, in linea con gli attuali termini e condizioni, inclusi l’accesso agli ATM di UniCredit e servizi amministrativi. Gli accordi prevedono, infine, delle previsioni standard di cambio di controllo a seguito dell’acquisizione del controllo di Fineco da parte di determinati concorrenti italiani ed europei.

 

(Notizia aggiornata alle ore 18.00 con l’avvio dell’abb sul 17% della banca)  
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