Hines punta a investire fino a 1 miliardo in Italia nel 2018

Dopo un 2017 focalizzato sugli investimenti in immobili di pregio, i cosiddetti “trophy asset” come ad esempio quello in Piazza Cordusio a Milano, quest’anno il gruppo immobiliare statunitense Hines è pronto a concentrarsi anche sugli altri due pilastri del proprio piano di business alla conquista dell’Italia: i grandi portafogli delle società finanziarie e il living.

Come spiega il country head Mario Abbadessa (nella foto), “nel complesso contiamo di investire, se tutto procede secondo i piani, almeno un miliardo di euro in questo tipo di asset, seguendo un approccio non solo finanziario ma anche industriale”.

Nel dettaglio, sul fronte dei pacchetti immobiliari, “abbiamo identificato l’esistenza di alcuni grandi portafogli di valore, dai 300 o 400 milioni fino anche a 600 milioni, posseduti da realtà quali ad esempio banche, fondazioni o fondi pensione che però devono cederli per alleggerire i propri bilanci – spiega Abbadessa -. La nostra idea è di acquisire in questi portafogli contenenti assett diversificati e, attraverso le nostre capacità finanziarie e industriali nei vari settori, di riqualificarli nel medio e lungo termine, in modo da estrarre più valore possibile”.

Al momento “siamo interessati a tre o quattro portafogli e contiamo di chiudere un’operazione già da quest’anno, soprattutto su Roma”, aggiunge il country manager, per il quale la capitale “è un mercato molto interessante poiché ancora da valorizzare e con ampi margini di crescita”. Non a caso è proprio lì che il gruppo, le cui attività italiane sono ripartite tra il 2015 e il 2016 (leggi qui l’intervista), intende aprire un ufficio.

Quanto al living, che conterà da solo investimenti per 500 milioni, “guardiamo in particolare a tre offerte, innanzitutto lo student housing. In Italia abbiamo riscontrato un gap enorme tra la domanda di alloggio da parte degli studenti e l’offerta, soprattutto in termini di qualità”. Da questo, “la nostra idea è quella di realizzare campus universitari innovativi che comprendono oltre alle camere anche servizi ancillari come sala cinema, biblioteca, palestra e piscina”, in linea con lo stile anglosassone. Nel primo semestre del 2018 si dovrebbero vedere finalizzate le prime due operazioni ossia un complesso per studenti vicino alla Bocconi a Milano e un altro progetto a Firenze, per una disponibilità complessiva di 1200 posti letto. Le prossime mete saranno poi Venezia e Roma. 

Poi c’è il multifamily, ossia quei condomini progettati per essere messi in affitto con contratti a tempo determinato, e il senior living. Come spiega Abbadessa, “parliamo di quelle strutture non medicali situate all’interno dei centri urbani. Non i classici ospizi o case di riposo, ma dei veri e propri condomini per persone di terza età i quali possono trovare diversi servizi, come ad esempio la biblioteca o locali dove stare con i propri familiari, e presidi medici”. Anche qui, al pari dello student housing, “in Italia c’è molta poca offerta”. Il centro più grande, continua Abbadessa, “lo stiamo progettando a Milano, poi stiamo guardando ad altre città, una su tutte Roma”.

A oggi Hines possiede in Italia un portafoglio dal valore di 900 milioni, che salgono a 1,5-1,7 miliardi se si considerano anche le ristrutturazioni effettuate agli edifici acquistati. 

Hines punta a investire fino a 1 miliardo in Italia nel 2018

Noemi

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