Il Food & Beverage nel 2026: il report di Clearwater
Dopo la flessione del 2025, il settore Food & Beverage sta mostrando segnali di stabilizzazione e prospettive di ripresa dell’attività M&A nel 2026. È quanto emerge dall’ultimo European Food & Beverage Market Update realizzato da Clearwater, società indipendente di corporate finance in Europa focalizzata nel mid-market e presente in 16 Paesi europei.
L’M&A
Nonostante uno slancio positivo all’inizio del 2025, i volumi di M&A in Europa sono stati più contenuti quest’anno rispetto al 2024. Nei primi nove mesi, il volume complessivo delle operazioni è diminuito del 14% in tutta Europa, con 65 transazioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il solo secondo trimestre ha registrato una contrazione significativa, con 29 operazioni in meno: l’impatto delle nuove normative tariffarie sembra aver pesato notevolmente sulla certezza del contesto, influenzando di conseguenza la conclusione delle transazioni.
“Con l’evoluzione del panorama alimentare e delle bevande, stiamo assistendo a una chiara convergenza tra salute, funzionalità e provenienza, che sta plasmando le agende strategiche. I player tradizionali si stanno spostando a monte della filiera, verso gli ingredienti e la nutrizione funzionale, mentre gli investitori rimangono concentrati su segmenti resilienti e ad alto valore aggiunto, capaci di bilanciare la crescita dei ricavi e la stabilità dei margini con la sostenibilità. Nel mercato del Benelux e in quello europeo più in generale, questo spostamento selettivo segnala una fase di consolidamento più matura; una fase definita non dai volumi, ma dall’allineamento strategico con il consumatore di domani. Tassi di interesse più bassi e stabili consentiranno operazioni di leveraged buyout più attrattive, e la fiducia degli investitori dovrebbe migliorare sulla scia dell’allentamento dell’inflazione, che favorirà una crescita più solida e migliori dinamiche dei margini”, ha commentato Onno de Groot, partner di Clearwater per i Paesi Bassi.
I trend dei consumi
A livello di prodotti, il 2025 ha segnato il consolidamento del paradigma del “self-care”, che ha ridefinito le abitudini alimentari con ricadute economiche sull’intero comparto.
Il confine tra alimentazione, salute e bellezza si sta assottigliando considerevolmente. Nell’ultimo anno si è assistito a un’esplosione di nuovi lanci di prodotti orientati al benessere, che promuovono i benefici degli ingredienti naturali per la pelle, i capelli e la salute sessuale. Nel frattempo, la sostituzione dello zucchero, ormai in corso da tempo, non mostra alcun segno di rallentamento.
Si è assistito a una forte crescita dei nutrienti funzionali, delle bevande a basso tasso alcolico o dei prodotti non trattati, mentre il gusto resta il principale driver di acquisto, affiancato da effetti benefici e convenienza. Inoltre, parallelamente al cambiamento del tessuto sociale, dove è in crescita il numero di famiglie con doppio reddito, e la progressiva modifica delle abitudini del singolo, sempre più incline a uno stile di vita frenetico, emerge un aumento della domanda di prodotti surgelati o già pronti, soprattutto quando abbinati a ingredienti sani e nutrizione equilibrata.
Questi cambiamenti strutturali nei modelli di consumo stanno ridefinendo le priorità strategiche degli operatori del settore, rendendo particolarmente attrattive, anche sul fronte M&A, le categorie in grado di intercettare bisogni legati a salute, praticità e valore nutrizionale.
In questo contesto, le preferenze di gusto si stanno orientando verso sapori autenticamente internazionali e cucine radicate nelle tradizioni culturali. Questa tendenza è trainata da molteplici fattori, tra cui la globalizzazione, la crescita delle popolazioni etniche, la proliferazione dei social media, il turismo culinario e una crescente apertura alla sperimentazione da parte dei consumatori più giovani.
Guardando al prossimo anno, dunque, il contesto attuale lascia intravedere un possibile incremento delle acquisizioni strategiche nei segmenti health & wellness, ingredientistica, convenience e functional beverages, sostenuto anche dai livelli record di capitale liquido attualmente disponibili presso i fondi di private equity.
Il made in Italy
L’Italia, pur avendo sperimentato un rallentamento in linea con gli altri Paesi europei, presenta una specificità distintiva: il mercato continua a mostrare un’elevata attrattività grazie alla forza del Made in Italy. La percezione premium dei prodotti italiani e la loro crescente diffusione internazionale, alimentata dal turismo, dai social media, da catene specializzate nella vendita di eccellenze enogastronomiche italiane e dal boom della domanda di prodotti fortemente identitari come panettone, burrata e focaccia, suggeriscono una domanda estera più resiliente rispetto ad altri mercati.
Il commento
Andrea Pagliara (in foto), managing partner di Clearwater Italia, commenta: “Nel Food & Beverage stiamo entrando in una fase in cui le operazioni di M&A tornano a essere guidate da razionalità strategica e selettività. In Italia, in particolare, l’attrattività degli asset legati al Made in Italy continua a rappresentare un elemento distintivo per gli investitori internazionali, soprattutto nei segmenti capaci di coniugare qualità, identità di prodotto e posizionamento premium”.