Il giro d’affari dell’Aim cresce del 23% e vale 3,4 miliardi di euro

Un giro d’affari di 3,4 miliardi di euro, in crescita del 23% rispetto a due anni fa, e una capitalizzazione di mercato pari a 2,9 miliardi. Quello Aim di Borsa Italiana è un mercato ancora piccolo, ma negli ultimi anni, stando ai dati raccolti da IR Top, è cresciuto rapidamente e presenta molte opportunità, sia per le aziende che per gli investitori. 

Al 27 luglio 2015, le società quotate sono 68, di cui 22 Ipo nel 2014 e 13 nei primi 7 mesi del 2015. Fra questi si ricordano Italian Wine Brands, Mobyt, DigiTouch, Caleido Group, Clabo, Mondo tv Suisse, Elettra Investimenti, Cover 50, Bio Due, Bomi Italia, Masi Agricola e Lu-Ve. L’ultima in ordine di tempo è Assiteca, broker assicurativo italiano indipendente, che ha debuttato il 27 luglio a Piazza affari, assistita da Integrae Sim come Nomad, raccogliendo 7,35 milioni di euro in fase di collocamento. Il 31 luglio invece è la volta di Piteco, società nella progettazione e implementazione di soluzioni gestionali in area Tesoreria e Pianificazione Finanziaria, assistita, in qualità di advisor finanziario, è Advance Corporate Finance, con un team guidato dal managing partner Massimo Grosso.

Ma quale è l’azienda Aim “tipo”? Stando alla ricerca, essa presenta un fatturato medio di 33 milioni di euro e il flottante è del 24%. Il 51% delle aziende, inolre, ha realizzato una raccolta inferiore ai 5 milioni di euro; il 18% superiore a 15 milioni di euro. 

«Aim è oggi il mercato di Borsa Italiana maggiormente in grado di attrarre talenti imprenditoriali, nei diversi settori dell’economia italiana, aperti a una visione strategica accompagnata da una crescita culturale dell’azienda con forti benefici anche in termini di visibilità e di business – sottolinea Anna Lambiase, amministratore delegato di IR Top -.  L’impatto economico dell’Aim Italia, dal 2009 il mercato azionario delle Pmi, si riassume in oltre 11.000 posti di lavoro (+12% rispetto al 2013)».

Per quanto riguarda gli investitori, sono 80 quelli istituzionali presenti sul mercato, contro i 63 di luglio 2014. Di questi 48 sono italiani (60%) e 32 esteri (40%). Rispetto a luglio 2014 il numero degli investitori (63), nonché il peso degli esteri (35%) e insieme hanno investito complessivamente 254 milioni di euro (9,5% della capitalizzazione del mercato). Fra i più attivi, stando ai dati della ricerca, figurano AcomeA, Amaranto Investment SIM, Kairos Partners e Zenit, mentre fra gli stranieri si segnala Patrimony 1873 investitore svizzero che ha lanciato un fondo dedicato all’Aim che conta 14 partecipazioni.

I settori più rappresentativi sono il green, il 24% del mercato in termini di società, il 27% in termini di raccolta e il 28% in termini di capitalizzazione, e il Digital, con una quota del 21% del mercato in termini di società, il 25% della raccolta totale e il 18% della capitalizzazione.

La distribuzione delle società per capitalizzazione evidenzia infine che il 12% delle società registra valori superiori ai 100 milioni di euro: la market cap maggiore è Bio-on (220 milioni di euro), seguita da LU-VE (210 milioni) e Masi Agricola (145 milioni). 

 

Il giro d’affari dell’Aim cresce del 23% e vale 3,4 miliardi di euro

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