IPO EUROPEE DA RECORD NEL 2015, MA IL MERCATO ITALIANO RESTA CALMO

Nuovo record di Ipo per i mercati europei. Stando a quanto riportato da Dealogic, ammonta a oltre 10 miliardi di euro il valore delle nuove quotazioni sui mercati europei nel primo mese dell'anno, circa tre volte rispetto a quello dello stesso periodo nel 2014 e in generale un volume mai raggiunto prima. Il record precedente è infatti pari a poco più di 6 miliardi di euro nel 2001. Quanto al numero, nell'area Emea (Europa, Africa, Medio Oriente) ci sono stati 24 deal, 10 in più rispetto all'anno precedente.

Un tale salto nel valore delle emissioni è stato in parte determinato, sempre secondo Dealogic, dalla quotazione lo scorso mercoledì del 51% dell'aeroporto spagnolo Aean SA. Valore dell'operazione: quasi 4 miliardi di euro. E secondo l'istituto di ricerca questa potrebbe essere considerata l'Ipo più grande di quest'anno. Seguono poi la quotazione da 2 miliardi di euro di Sunrise Communications Group AG, la seconda compagnia di telecomunicazioni della Svizzera, e quella alla Borsa di Amsterdam di GrandVision BV, il gruppo di catene di ottica presente in Italia con i brand Avanzi, Optissimo e Solaris, per quasi un miliardo di euro.

Sul lato opposto, i mercati in Regno Unito, Germania e Italia sono rimasti relativamente tranquilli. A gennaio, l'unica matricola di Piazza Affari è stata Italian Wine Brands , società nata dall'aggregazione di Giordano Vini spa (partecipata dal fondo Private Equity Partners) e Provinco Italia di Rovereto, fondata da Alessandro Mutinelli. Iwb è stata portata sull'Aim da Ipo Challenger, una formula evoluta di Spac.

In preparazione anche Banzai, il principale operatore nazionale sul mercato italiano dell’e-commerce e leader nell’editoria verticale online, che ha concluso ieri il collocamento delle azioni per la quotazione prevista per il 16 febbraio. Il prezzo di offerta è stato fissato in 6,75 euro, al livello più basso della forchetta indicativa compresa fra 8,5 e 6,75 euro per azione per una capitalizzazione di 274 milioni.

Il 2015 si prospetta comunque molto interessante per l'Italia dal punto di vista delle Ipo. In pipeline c'è innanzitutto Ovs, la catena di negozi di abbigliamento controllata dal gruppo Coin (che a sua volta fa capo ai fondi BC Partners, Investindustrial e Ontario Teachers Pension Plan), alla quale di recente la Consob ha dato il via libera alla quotazione. Il prezzo di offerta sarà compreso fra un minimo di 4 euro e un massimo di 5,4 euro.

A far più gola a Piazza Affari sono però le due società pubbliche pronte a sbarcare sul mercato: Poste Italiane, la cui Ipo è prevista entro fine anno, con l'advisory di Unicredit, Mediobanca, Banca Imi, Bofa Merril Lynch e Citi, e Ferrovie dello Stato, che, assistita da Bofa Merrill Lynch, punta a quotare il 40% del proprio capitale. Con Deutsche Telekom e Banca Imi, inoltre, Telecom Italia guarda alla quotazione in Borsa delle torri entro giugno 2015.

Fila, la società leader nella produzione e commercializzazione di prodotti per la cartoleria (Fabbrica italiana lapis e affini), a metà gennaio si è unita a Space, la Spac (Special Purpose Acquisition Company) italiana quotata sul mercato SIV di Borsa Italiana, con l'obiettivo di quotarsi sulla Borsa Italiana, aprendo il proprio capitale a primari investitori istituzionali, per una quota compresa tra il 30,4% e il 34,5% del capitale sociale della società risultante dalla fusione.

All'Aim guarda poi l'azienda vitivinicola Masi Agricola, nota in tutto il mondo soprattutto per il suo Amarone. Il gruppo ha dato mandato all’advisor Ambromobiliare di studiare la fattibilità del piano che prevederebbe la quotazione tra fine 2015 e inizio 2016. Nell'operazione, le azioni saranno in parte di nuova emissione, a fronte di un aumento di capitale, e in parte rinvenienti dal portafoglio del fondo Alcedo, con lo scopo di arrivare a un flottante del 20%.

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