sabato 20 lug 2019
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Ipo, raccolta in Europa in calo nel primo semestre, Nexi leader

Ipo, raccolta in Europa in calo nel primo semestre, Nexi leader

Le quotazioni borsistiche in Europa nel secondo trimestre dell’anno hanno registrato un rimbalzo, sebbene il bilancio del primo semestre resti deficitario rispetto al 2018.

E’ quanto emerge dall’analisi IPO Watch Europe di PwC sulle ipo finalizzate in Europa nella prima parte dell’anno.

Le quotazioni nel primo semestre sono state 53, per una raccolta di 12,1 miliardi (-47% rispetto a un anno prima). Nel solo secondo trimestre le ipo sono state 41, in calo rispetto alle 69 di un anno prima; la raccolta, però, è salita a 11,4 miliardi da 9,2 miliardi.

A livello globale le offerte finalizzate all’approdo su mercati azionario hanno raccolto 82,2 miliardi di dollari, con una contrazione del 28% rispetto al primo semestre del 2018.

L’Italia si aggiudica la palma della maggiore ipo di quest’anno: Nexi, infatti, ha raccolto 2,056 miliardi di euro. A seguire figurano Network International Holdings (1,414 miliardi), Stadler Rail (1,351 miliardi), Traton (1,350 miliardi) e Trainline (1,227 miliardi). Se si guarda a livello globale, il gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo (nella foto) si piazza quarto, sopravanzato da tre ipo Usa: Uber Techonologies (8,1 miliardi di dollari), Avantor (3,3 miliardi di dollari) e Lyft (2,6 miliardi di dollari).

Scomponendo i dati dal punto di vista settoriale, la finanza si conferma come il comparto più dinamico, con una raccolta di 5,2 miliardi, pari al 43% del totale.

Londra, nonostante le incertezze legate alla Brexit, resta la piazza più attiva: 16 ipo e 5,1 miliardi raccolti (il 42% del totale).

Milano ha registrato otto quotazioni, ma una raccolta pari a 2,1 miliardi: al netto di Nexi, insomma, le ipo hanno riguardato soltanto small cap.

Secondo Mara Biscaro, associate partner capital markets & accounting advisory di PwC, “il mercato delle ipo in Europa rimane incerto, anche se alcune recenti importanti novità, quali le nomine europee, il venir meno della procedura di infrazione in Italia e alcuni segnali di distensione nei rapporti Usa-Cina, dovrebbero aver rimosso alcune delle incertezze che possono aver rallentato alcuni progetti di quotazione”.

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