IRR del private capital al 23% nel 2025. Lo certifica Aifi

L’IRR lordo aggregato dei disinvestimenti dei fondi di private equity e venture capital in Italia nel 2025 si è attestato al 23%, in crescita rispetto al circa 18% registrato negli ultimi tre anni. Il cash multiple medio sale a 2,8x, contro 2,4x nel 2024, mentre gli indicatori IRR by horizon si fermano al 10,4% a cinque anni e al 13,6% a dieci anni. Lo dicono i dati di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt), discussi oggi a Milano dal suo consiglio direttivo.

Nel corso del 2025 l’Associazione ha sviluppato una nuova piattaforma proprietaria dedicata all’analisi delle performance del mercato italiano, mantenendo una metodologia coerente con gli standard internazionali e con le serie storiche già disponibili. I dati fino al 2023 erano stati elaborati da AIFI insieme a KPMG Corporate Finance, mentre dal 2024 l’elaborazione è curata direttamente da AIFI sulla base di informazioni comunicate in forma riservata da un campione di soci, eventualmente integrate da fonti pubbliche, considerando solo le operazioni per cui sono disponibili tutti i dati necessari alla stima dell’IRR.

Metodologia e campione analizzato

Le performance sono espresse in termini di IRR lordo aggregato calcolato sui flussi mensili in entrata e in uscita degli investimenti in capitale di rischio, considerando il mercato italiano come un unico fondo di private equity il cui rendimento deriva dal totale dei flussi generati dalle operazioni monitorate. Gli indicatori utilizzati sono l’IRR lordo aggregato “from inception”, che misura le performance dei disinvestimenti realizzati nell’anno di riferimento indipendentemente dal periodo di investimento iniziale, e l’IRR lordo aggregato “by horizon”, che considera tutti gli investimenti realizzati in un orizzonte mobile di 3, 5 o 10 anni, disinvestiti o ancora in portafoglio.

Il campione “from inception” del 2025 comprende 71 operatori coinvolti nella ricerca, di cui 38 hanno presentato operazioni realizzate (erano 36 nel 2024), per un totale di 100 transazioni dismesse (erano 76 nell’anno precedente) con una dimensione media dell’investimento pari a 23 milioni di euro. Il livello di Cash In è aumentato a 6,4 miliardi di euro rispetto ai 5,1 miliardi del 2024, a fronte di un Cash Out in linea con l’anno precedente, pari a 2,3 miliardi di euro contro 2,2 miliardi.

Il quartile superiore per performance ha raggiunto il 50,8%, quello per ammontare investito il 23,5%, entrambi in crescita rispetto al 2024 (rispettivamente 43,2% e 17,1%). Le operazioni buy out hanno registrato un IRR lordo aggregato del 24%, superiore al 20,9% delle operazioni di expansion.

Sull’analisi degli orizzonti temporali di 5 e 10 anni, considerati statisticamente più rilevanti perché comprendono tutti gli investimenti realizzati in tali periodi indipendentemente dal fatto che siano stati disinvestiti o ancora in portafoglio, il campione si amplia a 85 operatori e 646 transazioni nel quinquennio e a 116 operatori e 1.214 transazioni nel decennio, di cui rispettivamente 555 e 903 ancora in portafoglio. Entrambi gli indicatori risultano in calo rispetto alla rilevazione dello scorso anno: l’IRR a 5 anni, riferito al periodo 2021-2025, si attesta al 10,4% dal 12,2% del 2024, mentre quello a 10 anni, relativo al periodo 2016-2025, scende al 13,6% dal 16,1%.

Axel Indigo

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