giovedì 24 gen 2019
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L’ABC della finanza italiana nel 2018

L’ABC della finanza italiana nel 2018

Anno altalenante, il 2018. Da un lato l’m&a ha registrato cifre da record, dall’altro il mercato, vittima delle oscillazioni dello spread, ha visto pochissimi debutti. In mezzo la situazione macroeconomica italiana tra politica e debito. Ecco le parole chiave che hanno caratterizzato gli ultimi 12 mesi.

 

ALIMENTARE

Nel 2018 il Food & Beverage ha registrato circa 50 operazioni per un controvalore di 3,2 miliardi, stando ai dati di Kpmg. Un comparto che, come osserva Alberto Gennarini, partner di Vitale & Co. «è stato straordinariamente vivace e resiliente, sia per ciò che riguarda le operazioni in Italia sia per l’attività dei private equity». In particolare, osserva, «quest’anno abbiamo assistito a tante operazioni nel B2B che finora era stato poco frequentato. Mi riferisco ad esempio a tutta la parte relativa agli ingredienti, dalle materie prime agli aromi, in cui le aziende sono state comprate o si sono consolidate». E il prossimo anno? «Il food sarà probabilmente uno dei pochi settori che continuerà a essere interessante per alcune caratteristiche che ha come la propensione all’internazionalizzazione delle aziende».

 

BIG DEALS

Il 2018 sarà ricordato come uno degli anni più ricchi, in termini di valore delle operazioni, del primo periodo post-crisi. Sono stati oltre dieci i deal a nove zeri che hanno riguardato aziende italiane, sia nel nostro Paese sia all’estero. Ecco quali sono stati.

 

CINA

Dal calcio alle quote in gruppi strategici, la Cina è sempre più presente nell’industria italiana ed è lì che poco tempo fa il premier Giuseppe Conte è andato per promuovere l’Italia.

Secondo uno studio del Mercator Institute for China Studies di Berlino e del gruppo di consulenza Rhodium, tra il 2000 e il 2016 l’Italia è stata al terzo posto, tra i Paesi dell’Unione Europea, per le destinazioni degli investimenti cinesi, a quota 12,8 miliardi di euro. E anche quest’anno la tendenza si conferma. L’ultimo deal, per citarne uno, è stata l’acquisizione di Candy da parte del Haier.

Allo stesso modo anche l’Italia è attiva in Cina. Le ultime ricerche vedono un record assoluto delle esportazioni nel 2017, a quota 20,33 miliardi di dollari, con una crescita del 22,2% rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento delle importazioni dalla Cina del 10%, a 29,2 miliardi di dollari. Nei primi tre mesi di quest’anno invece le importazioni della Cina dall’Italia sono cresciute del 18,62% su base annuale (pari a 4,98 miliardi di dollari).

 

DEBITO

Quello pubblico: È stato uno degli elementi che più hanno influenzato politica e finanza nell’ultimo anno. Sarà perché a settembre 2018 era arrivato a 2.331 miliardi di euro, pari al oltre il 130% del Pil. E che per il momento non sembrano esserci le condizioni per una sua discesa.

Private debt:  Il settore è in crescita. Nel primo semestre 2018 ha infatti registrato un +79% di investimenti rispetto allo stesso periodo del 2017, arrivando cioè a 448 milioni di euro, e un +31% di sottoscrizioni, che sono state 59. Nel complesso, il mercato è arrivato a valere 2,1 miliardi di euro (dal 2013 a oggi), con 223 emittenti e 372 strumenti (dati Aifi)

Direct lending: Nel mondo questo comparto ha registrato una raccolta pari a 54,4 miliardi di dollari nel 2017. L’Italia è agli inizi, con una raccolta di 292 milioni lo scorso anno stando ad Aifi e Deloitte. Ma qualcosa si muove, soprattutto nell’acquisition financing.

Emissioni: Il Financial Times definisce il 2018 un anno nero per le obbligazioni corporate italiane: il debito corporate raccolto sul mercato è di circa 67 miliardi di euro (dati Refinitiv), il valore più basso degli ultimi dieci anni e un calo di oltre un quarto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per Bankitalia poi il valore delle obbligazioni in circolazione delle banche italiane è diminuito del 17%.

ECONOMIA REALE

Investire nell’“economia reale” è stato ed è ancora liet motiv di governo, società di investimento, player del mondo del risparmio. La diffidenza dei capitali stranieri ha spinto tutti i detentori di grandi risorse (enti previdenziali, asset manager) a trovare soluzioni per veicolare i loro capitali più su imprese e territorio.

 

FINTECH

La rivoluzione tecnologica nella finanza è iniziata e gli operatori finanziari “tradizionali” si stanno avvicinando a questo mondo. AbiLab ha rilevato che che il 63,3% delle banche in Italia lavora in una logica di partnership strategica con aziende fintech.

Facts:

 

  • Gli investimenti in Fintech delle banche nel 2016 hanno ammontato a 135 milioni di euro rispetto ai 14,2 miliardi negli Usa nel primo semestre 2018
  • Le iniziative fintech finanziate dalle banche nel 2016 sono state 283
  • Le Startup innovative in Italia sono 7.200, di cui 235 fintech (maggio 2017)
  • Tra le più significative operazioni di investimento in Italia ci sono state quelle a Prima Assicurazioni (100 milioni)
  • Il payment è il comparto più maturo della value chain fintech in Italia
  • Milano è la città italiana più avanti per lo sviluppo delle aziende tech

 

 

GREEN

Come molti dei bond emersi quest’anno da aziende fra cui Enel, Terna, Hera, Intesa Sanpaolo e Ferrovie dello Stato per fare qualche esempio. Dal 2014 (anno di emissione del primo green bond) ad oggi, in Italia questo mercato ha continuato a registrare numeri in crescita raggiungendo quota 6 miliardi di dollari totali. In generale, l’adozione dei criteri Esg (ambientali, sociali e di governance) sta diventando un elemento di competitività fra tutte le imprese.

 

HOTEL

Una delle asset class immobiliari che ha attirato più interesse da parte degli investori core. Le compravendite alberghiere hanno registrato quest’anno un controvalore superiore ai 450 milioni di euro. Nel mirino anche studentati e high street retail, oltre alle asset class più tradizionali. Il real estate in generale però si stima chiuderà il 2018 con volumi pari a circa 7,5 miliardi, il 35% in meno rispetto all’anno record 2017.

 

ITALIANI ALL’ESTERO

Si parla tanto delle aziende italiane quali prede dei soggetti stranieri ma molto meno delle aziende italiane comprano all’estero. Nei primi 9 mesi del 2018 Kpmg ha rilevato 112 operazioni, stabili come volumi rispetto allo scorso anno ma con un rilevante incremento in termini di controvalore medio (+41% valore complessivo). A contribuire a questo risultato le acquisizioni finalizzate da Ferrero e Prysmian negli Stati Uniti rispettivamente del business dolciario di Nestlè (2,3 miliardi di euro) e di General Cable (1,3 miliardi). Importante anche l’attività m&a di Enel, che ha continuato la sua espansione in Sudamerica, consolidando il controllo in Eletropaulo Metropolitana Eletricidade de São Paulo con un investimento complessivo di circa 1,6 miliardi.

 

LUSSO

Nei primi nove mesi 13 operazioni

Nei primi nove mesi di quest’anno, il comparto ha registrato 13 operazioni per 4,6 miliardi di euro di controvalore (ai quali andrebbero aggiunti i 23 miliardi dell’operazione Luxottica-Essilor, annunciata lo scorso anno ma chiusa nel 2018), dimostrandosi fra i più vivaci e fra i più caratteristici del nostro Paese assieme al food (si veda lettera A).

I trend:

  • L’interesse dei private equity. Il 54% delle operazioni annunciate ha visto sedere sulla poltrona dei compratori fondi di investimento (quasi tutti italiani).
  • Le cessioni all’estero. Versace è passata a Michael Kors, Yoox Net-a-Porter è finita al gruppo svizzero Compagnie Financiere Richemont e l’intimo La Perla è ora in mano all’indiano Sapinda.

 

M&A

Il mercato delle fusioni e acquisizioni si prepara a chiudere l’anno con cifre record. Solo nei primi nove mesi del 2018 si sono registrate 626 operazioni (+10% rispetto alle 567 del 2017), per un controvalore complessivo pari a 38 miliardi di euro (+40% rispetto ai 27 miliardi del 2017), ha rilevato Kpmg. Con un focus sul mercato domestico, sono state 310 le operazioni finalizzate tra società italiane, per un controvalore pari a 11 miliardi. Quanto ai settori, il più attivo è il consumer, con circa 9 miliardi complessivi, 5 dei quali relativi a due operazioni: lo shopping di Ferrero negli Stati Uniti e l’acquisizione di Yoox Net-a-Portér da parte di Richemont.

Fra gli advisor che più hanno cavalcato l’onda ci sono Goldman Sachs, Mediobanca, Jp Morgan e Unicredit.

NUOVE INSEGNE

Nel corso dell’anno sono state diverse le nuove realtà finanziarie che sono apparse in Italia. Una su tutte illimty, la banca nata dopo la business combination tra la spac Spaxs, lanciata da Corrado Passera e Andrea Clamer, e Banca Interprovinciale. La nuova banca è focalizzata su tre segmenti del mercato bancario italiano, cioè il credito alle Pmi ad alto potenziale ma con una struttura finanziaria non ottimale e/o con rating basso o senza rating, la gestione degli Npl, unsecured e secured, di cui ha un portafoglio per un miliardo, e l’offerta di servizi di banca diretta a famiglie e imprese.

 

OPEN BANKING

Il 13 gennaio 2018, al termine di due anni di programmazione, è stata emanata la PSD2 (Payment Services Directive 2), la direttiva europea sui pagamenti digitali. La novità principale è l’obbligo, per le banche europee, di aprire le proprie API (Application Program Interface) a società del fintech e ad altre aziende che si occupano di prodotti e servizi finanziari. Prende così ufficialmente il via l’open banking.

 

POLI

Una delle strategie dei fondi di investimento è quella dei poli settoriali, cioè l’unione di più aziende impegnate nello stesso mercato in maniera complementare, per creare un unico player più grande e competitivo.

Ecco i principali.

  • Ceramica: Si chiama Italcer ed è una holding che racchiude eccellenze italiane nel campo della ceramica di lusso. Comprende aziende come Rondine Group, Devon & Devon, Elios Ceramica e La Fabbrica.
  • Design: Italian Design Brands è stato uno dei primi poli italiani fondato nel maggio 2015 da Private Equity Partners di Fabio Sattin e Giovanni Campolo, insieme con Paolo Colonna e i fratelli Giovanni e Michele Gervasoni. È dedicato all’arredo-design e comprende aziende come Saba Italia, Meridiani, Gervasoni.  Di recente, all’interno di Idb si è creata Indaco, società dedicata al lighting design che segna l’inizio di un percorso di aggregazione di eccellenze nel settore dell’illuminazione.
  • Food: Mandarin Capital Partners ha dato vita anche a Italian frozen food holding, una piattaforma nel campo dei surgelati. La società racchiude Appetais, specializzata nei piatti pronti surgelati, e AR, joint venture, nata nel 2016, tra la stessa Appetais e la Roncandin di Meduno, che produce pizze, focacce, farinate e altri prodotti.
  • Lusso: Investindustrial e The Carlyle Group hanno lanciato un gruppo globale nel settore dell’interior design di alta gamma. Si chiama Design Holding e punta a raggiungere ricavi consolidati per oltre 500 milioni di euro. La nuova realtà conta già in portafoglio le partecipazioni detenute da Investindustrial nel settore, cioè Flos, B&B Italia e Louis Poulsen.
  • Motorsport: Wise sgr ha creato Eccellenze Motorsport Italia, realtà che aggrega aziende del settore fra cui Tatuus Breda Racing e Autotecnica Motori.
  • Tlc (vedi anche T): F2i sgr e il fondo Marguerite hanno messo insieme sotto un unico cappello le controllate Infracom, KPNQWest Italia, MC-link e BigTLC dando vita a Irideos, gruppo che offre soluzioni tecnologiche che coniugano cloud, data center, fibra ottica e sicurezza. Irideos conta circa 500 dipendenti e ricavi aggregati per oltre 159 milioni di euro nel 2017.

 

QUOTAZIONI

 

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